Buona sanità in Irpinia: manca il rating. Ieri il confronto con D’Amelio, Adiglietti, Petrella e Pedicini

30 marzo 2005

Avellino – Risolvere il problema della democrazia nella sanità, trasformando le aziende locali in centri di esaltazione dei cittadini e degli operatori, dando vita ad una conferenza dei servizi da parte dei consiglieri regionali entranti e modificando i rapporti di forza esistenti. Creare, insomma, le basi per una integrazione tra pubblico e privato attraverso un programma di rating territoriale che sia in grado di trasformare i connotati della sanità nella nostra provincia, facendo di Avellino polo di eccellenza per la salute. Sono queste le tattiche vincenti di una strategia di raccordo tesa alla valorizzazione delle competenze e della meritocrazia nella sanità irpina secondo i due candidati della Quercia, Rosetta D’Amelio, nel listino del candidato presidente per il centrosinistra, e Gerardo Adiglietti, segretario cittadino dei Ds, ieri in conferenza stampa al Samantha della Porta, in compagnia di Pino Petrella, deputato e vicepresidente alla Commissione Affari Sociali e Tonino Pedicini, direttore Arsan, Agenzia Regionale Sanitaria. Prendendo spunto da un documento presentato dagli operatori della sanità, gli interlocutori del tavolo pre-elettorale hanno stilato un bilancio delle iniziative intraprese dall’uscente Giunta Bassolino, spiegando quello che ancora si intende fare per il futuro dell’Irpinia sanitaria: “Lavoro da una vita nel campo – spiega il sindaco di Lioni – al centro del quale so che deve ruotare principalmente la figura del malato. Tanto meglio se al contempo si riesce a garantire un’atmosfera di serenità verso chi ci lavora a stretto contatto”. E non solo all’interno degli ospedali. Secondo la candidata D’Amelio la sanità è un mosaico che si completa con la leva del sociale, dell’assistenzialismo, anche fuori dai luoghi ospedalieri. Una sperimentazione socio sanitaria che deve diventare legge regionale, incoraggiando la famosa logica di rete anche tra servizi sociali e sanitari. “Per questo bisogna tornare al tavolo della concertazione – sottolinea il segretario della Quercia – potenziando lo stato sociale e i criteri di democrazia nelle fabbriche”. Insomma, una provincia che ha bisogno di allargarsi, che porti la radioterapia nel Moscati, permettendo agli irpini di potersi curare senza troppe spese e spostamenti, nelle strutture della propria provincia. (Antonietta Miceli)