VIDEO e FOTO/ Buona cucina? Heinz Beck ad Avellino: “Qui le eccellenze abbondano, i giovani rispettino le tradizioni”

15 aprile 2016

Renato Spiniello – “Siamo ciò che mangiamo”: esordisce così lo chef Heinz Beck, tre stelle Michelin e tra i più importanti riferimenti al mondo per l’Alta Cucina, che dopo la partecipazione a MasterChef sbarca ad Avellino tra i fornelli dell’Istituto Alberghiero “Manlio Rossi Doria” per presiedere la giuria di esperti nella prima edizione del concorso “Miglior Allievo di Enograstronomia-Cucina” organizzato da AssoAPI, divisione Formazione, prima scuola italiana di formazione in e-learning dedicata al mondo del food.

“Ciò che mangiamo, come lo mangiamo e come lo prepariamo – continua il cuoco tedesco – Occorre assumere cibo più volte al giorno e non solo durante i pasti: porzioni più piccole, preparazioni più delicate e ovviamente la materia prima, premessa eccellente non solo per un buon piatto ma anche per la salute. Non è una questione di prezzo: si può mangiare bene anche spendendo poco. La ricerca dei giusti produttori è essenziale per una buona e salutare cucina, prodotti biologici e carni giuste anche se provenienti da un secondo taglio”.

Davanti ad una vasta cornice di pubblico, oltre ai segreti di una buona tavola, c’è spazio anche per un occhio ai prodotti e alla cucina irpina: “Le eccellenze abbondano in questa terra e le tradizioni sono importanti: partire dalle basi e non strafare, soprattutto quando si è agli inizi. La creatività è una cosa bellissima, ma senza solide basi si rischia di sbagliare. Il mio consiglio è seguire sempre la propria passione, così non si manca mai la direzione. L’ingrediente segreto? Qualsiasi ma che sia di stagione e fresco.”

chef vitiello alberghiero

Lo chef Luigi Vitiello

Ad accogliere Beck, Luigi Vitiello, l’orgoglio degli chef irpini, docente dell’IPSEOA di Avellino, nonché Presidente dell’Associazione Cuochi Avellinesi e dell’Unione Regionale Cuochi della Campania.

“Personalmente stimo tantissimo Heinz ed è un piacere accoglierlo, anche se non di origini italiane ha dato un notevole contributo per l’evoluzione della nostra cucina. Lo considero un grande maestro”.

Sul concorso odierno la chiosa di Vitiello: “Grande risultato ottenuto, i ragazzi dell’Istituto Alberghiero hanno comunque bisogno di una scuola e di una formazione culturale adeguata. I concorsi servono anche alla formazione degli alunni, sono momenti di aggregazione e di crescita grazie allo spirito di competizione sana. La nostra professione può essere abbracciata da tutti con spirito di sacrificio e preparazione (non basta guardare un programma televisivo per diventare uno chef, ndr)”.


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