Bullonerie: famiglie sul lastrico, Zaolino si rivolge al Csm

15 maggio 2008

Lacedonia – “Esporremo il caso delle 146 famiglie messe sul lastrico dall’azienda Bulloneria Meridionale al vice Presidente del CSM, Nicola Mancino”. Così esordisce Giuseppe Zaolino, segretario della FMI CISL a fronte dell’incontro che si è tenuto tra il sindacato, il Presidente del Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi Carbone e il giudice delegato al fallimento dell’azienda.
Le Bullonerie Meridionali sono un’azienda specializzata nella produzione di bulloni destinati a diversi settori (ferroviario, automobilistico, trasporti). L’impresa fallì nel dicembre 2003 per debiti contratti con i fornitori mandando sul lastrico 146 famiglie che da un giorno all’altro si ritrovarono senza l’ombra di un lavoro in una situazione di mobilità. Tuttavia dall’inizio di quest’anno nessuno dei disoccupati percepisce denaro. Ai margini di questa situazione il sindacato si è mobilitato per far sì che il tribunale procedesse nel minor tempo possibile a sversare nelle tasche degli ex dipendenti dell’azienda un credito di 4.000 euro, ossia la somma che non percepiscono dall’inizio del 2008. Giuseppe Zaolino sostiene che ancora una volta la magistratura “… perde di credibilità agli occhi delle fasce più deboli, in quanto tutela banche e creditori, ma si dimentica di coloro che realmente hanno bisogno. In occasione dell’incontro abbiamo chiesto al tribunale dell’Alta Irpinia – dichiara il sindacalista – che vengano restituite il prima possibile ai lavoratori i crediti delle 5 mensilità arretrate. Tuttavia il tribunale non ha saputo darci nessuna risposta, la mia sensazione è che secondo i magistrati i lavoratori possano aspettare”. Il tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi acquisì nel 2005, attraverso la vendita di impianti e di alcuni capannoni dell’azienda Bullonerie Meridionali i soldi che dovevano servire a sanare i debiti dell’impresa e a sostenere i lavoratori licenziati e messi in mobilità. “Questi milioni di euro – afferma il segretario – sono fermi, a causa di un eccesivo zelo della burocrazia e non possono essere versati ai lavoratori”. In virtù di questa afferemazione il sindacalista ha ricordato le dichiarazioni di Nicola Mancino. Il vice presidente del Csm evidenziò il pericolo che il magistrato possa diventare un burocrate della giustizia senza ricordare che all’interno dei fascicoli c’è la storia di uomini reali. Forte di queste dichiarazioni il sindacalista ha intenzione di sottoporre il problema proprio a Mancino per far sì che si risolva in breve tempo, anche perchè ha aggiunto Zaolino, ” quì ci sono i diritti dei lavoratori”.


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