Brexit, lo sgomento di un’irpina di Edimburgo: “E’ stato il voto dell’ignoranza e del razzismo”

Brexit, lo sgomento di un’irpina di Edimburgo: “E’ stato il voto dell’ignoranza e del razzismo”

29 giugno 2016

Brexit, a pochi giorni dalla decisione presa da parte dei cittadini britannici di uscire dall’Unione Europea, i dati parlano di un Paese spaccato: mentre England e Galles hanno votato Leave, Scotland e Northern Ireland hanno espresso il desiderio di Remain, tanto da pensare di chiedere l’indipendenza dalla Regina Elisabetta.

Nicola Sturgeon, prima ministra scozzese e leader dello Scottish national party, ha confermato che l’opzione per un secondo referendum è “sul tavolo”. Tante le persone che hanno votato contro l’indipendenza che hanno cambiato idea in seguito al referendum.

Francesca Bartoli, irpina di Edimburgo, ha voluto raccontare le sensazioni di quell’angolo di Gran Bretagna che viene spesso dimenticato, oscurato da Londra e dall’Inghilterra.

“Vivo ad Edimburgo da tre anni ormai, nel 2013 ho vinto un bando di concorso con il Miur e per un anno ho fatto l’assistente di lingua italiana presso la George Heriot’s. In seguito mi hanno assunta alla CitiBank e adesso lavoro come Helpdesk nella sezione Commercial Cards per aziende tedesche e italiane, come ad esempio la Volkswagen.

Francesca Bartoli

Francesca Bartoli

Qui la situazione è diversa rispetto al Sud, la maggior parte delle persone non si sente inglese e nemmeno britannica: c’è un forte patriottismo che nel 2014 portò già al referendum per chiedere l’indipendenza. La Scozia ha votato per restare nell’Ue – circa il 60% della popolazione, uno dei risultati più alti con Irlanda del Nord, Gibilterra e Londra – e, dopo l’annuncio dei risultati, l’atmosfera si è fatta pesante, mista di disappunto e delusione.

Gli scozzesi si sono sentiti traditi dall’Inghilterra, nel 2014 l’uscita dallo United Kingdom fu scongiurata solo dalla paura di non poter più fare parte dell’Europa. Edimburgo e Glasgow sono già state teatro di manifestazioni, la stessa Londra, città che gode di leggi di mercato autonome rispetto al Regno Unito, pensa di dissociarsi dall’esito stesso del referendum.

Il voto è diventato l’occasione per l’Inghilterra profonda di gridare la sua insofferenza per Londra, i più delusi sono i giovani, mentre gli anziani (soprattutto gli over 80) delirano di un ipotetico ritorno al Commonwealth, inglobando anche l’Australia. La stessa propaganda dei favorevoli al Leave è stata molto razzista, molti di noi europei hanno anche iniziato a pensare di andarsene. E’ stato un voto contro l’immigrazione e contro il primo ministro David Cameron con i suoi tagli alla spesa pubblica, è stato il voto dell’ignoranza e del razzismo.”

di Renato Spiniello.