Bracconaggio 4 fermi, scoperto allevamento abusivo di cinghiali

11 dicembre 2011

I carabinieri della locale Stazione sono intervenuti nell’area boschiva presente alle pendici del Monte Terminio, in località Castelluccia del Comune di Solofra, su richiesta delle Guardie Venatorie della Provincia di Avellino, che avevano avuto notizia di una presunta attività di bracconaggio, consistente nella caccia al cinghiale in giorno vietato. Fermati i bracconieri, armati dei loro fucili da caccia, sono stati identificati in quattro cittadini di Serino, di età compresa tra i 49 ed i 60 anni. Nel corso delle operazioni, la parte relativa alle sanzioni correlate al bracconaggio hanno proceduto le Guardie Venatorie, i militari dell’Arma hanno eseguito un controllo sulle armi, finendo per deferire in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Avellino uno dei quattro bracconieri, classe 1951, responsabile dei reati di alterazione di arma comune da sparo e caccia con arma vietata. Infatti, dal controllo effettuato dai carabinieri, è emerso come il fucile dell’uomo fosse regolarmente detenute e denunciato, ma era pure stato modificato con l’alienazione dell’asta per la riduzione della capacità del caricatore (in modo da incamerare cartucce più grosse e, quindi più potenti) e mediante un calciolo accorciato munito di una piastrina metallica artigianale che serviva ad aumentare la portata offensiva dell’arma mediante una maggiore potenza di fuoco. A riprova di ciò, il fucile da caccia incamerava una cartuccia a palla unica calibro .12 e ne conteneva altre 5 nel caricatore. L’arma e le cartucce sono state chiaramente sottoposte a sequestro penale. Ma gli accertamenti dei militari dell’Arma di Solofra non sono terminati lì, perché grazie a quei quattro cacciatori di Serino, i carabinieri sono riusciti a scoprire un vero e proprio allevamento abusivo di cinghiali, ubicato lungo la via Terminio del limitrofo comune di Serino e contenente ben 23 capi di varie pezzature. L’immediato controllo ha subito dimostrato l’assenza di qualunque tipo di autorizzazione sanitaria o regionale, la mancanza di qualsiasi atto capace di documentare la provenienza degli animali (quindi, di riflesso, la tracciabilità della carne) e pure l’assenza di un registro di stalla grazie al quale monitorare l’attività dell’allevamento. Nonostante l’assoluta inesistenza di qualunque documento utile, i militari dell’Arma hanno comunque potuto accertare che l’allevamento abusivo era gestito da un 56enne di Serino, macellaio, che al termine delle attività è stato denunciato e multato. A suo carico, infatti, oltre al sequestro dell’allevamento e dei cinghiali in esso contenuti, è stato compilata una comunicazione di notizia di reato all’autorità giudiziaria di Avellino per ricettazione (vista l’assoluta mancanza di elementi da cui dedurre l’origine lecita degli animali), di detenzione di animali selvatici che costituiscono pericolo per la salute e la pubblica incolumità e, infine, per il reato costituito dall’aver detenuto, al chiaro fine della successiva commercializzazione, un numero di cinghiali superiore a 5. Infine, a carico dell’uomo sono state pure elevate contravvenzioni amministrative per oltre 10.000 euro.