Boniciolli: “Avellino ha un playmaker straordinario”

14 febbraio 2010

Complimenti ad Avellino – dichiara il grande ex di turno al termine del match con l’Air -, sapevo di incontrare una squadra ben costruita, di grande consistenza e coesione. Oltre a tale importante aspetto, ho avuto modo di vedere come la Scandone sia in possesso di elementi di indubbio valore quali Akyol e Lauwers. Se poi aggiungiamo un playmaker della Madonna come Brown posso senza dubbio affermare che questo sia un roster ben attrezzato per il raggiungimento dei play off ed adatto per arrivare sino in fondo all’imminente final eight. L’analisi della gara passa in secondo piano, ma il tecnico triestino non fa drammi ed intende ripartire da quanto di buono fatto vedere: “Dopo un primo tempo ai limiti della perfezione, siamo rientrati in campo molli, ma c’è da dire che se andiamo ad analizzare il calendario di Avellino, le uniche sconfitte casalinghe sono arrivate da Siena e Milano. Il piano partita era tenere il nostro avversario sotto i 70 punti, ma nel momento in cui ottieni percentuali molto basse dal perimetro le cose si complicano. Dall’altra parte, i nostri tiri da tre sbagliati hanno spesso concesso rimbalzi lunghi ad Avellino che ha potuto facilmente esprimersi in contropiede. Due anni fa Boniciolli saliva agli onori della cronaca portando la Coppa Italia ad una latitudine mai tanto bassa, oggi entra ed esce tra i fischi, ottenendo però la solidarietà del presidente Ercolino che ha definito a dir poco inappropriata l’accoglienza riservatagli: “ Mi fa piacere che una persona intelligente come Ercolino, al di là della sua legittima irritazione dovuta ad una parola estrapolata e messa in un contesto che non centrava niente (la caverna – ndr), abbia capito ed interpretato nel giusto modo la vicenda. A distanza di un anno dall’accaduto, i rapporti con le persone alle quali tengo sono restati tali. Ad Avellino ho vissuto il mio più bel momento professionale. Porterò per sempre con me il ricordo di quei giorni, e di tutti coloro che contribuirono al raggiungimento di quel grande risultato. Ritornando al capitolo Roma, il coach “socchiude” la porta a nuovi innesti: “Non credo che le squadre vadano modificate in corsa. Il lavoro principale va fatto in estate e migliorate in inverno, senza apportare stravolgimenti che spesso finiscono col creare alibi per quelli che restano. Il mercato non deve essere la panacea dei nostri problemi. Il record da quando siedo sulla panchina è di 6 vinte e 2 perse, perfettamente in linea con gli obiettivi play off di inizio anno”.