BLOG/ Ciampi e la Santa Alleanza: (non) c’eravamo tanto amati

BLOG/ Ciampi e la Santa Alleanza: (non) c’eravamo tanto amati

27 luglio 2018

Marco Imbimbo – Diciamoci la verità, la scintilla non era mai scoccata tra Vincenzo Ciampi e la Santa Alleanza, o fronte del cambiamento o governo di salute pubblica (ognuno lo chiami a modo suo). I quattro avevano iniziato a dialogare solo dopo il 10 giugno, in vista del ballottaggio. Ma anche in questo caso serve una precisazione: sono sempre stati Luca Cipriano, Dino Preziosi e Sabino Morano a dialogare con Ciampi. Lui, almeno ufficialmente, ha continuato a farsi i fatti suoi nelle due settimane di ballottaggio.

Allo stesso modo si è comportato mentre i altri tre continuano a gridare ai quattro venti i loro sentimenti per il sindaco pentastellato e il ritorno della normalità. I tre sbandieravano il loro amore, si innamoravano, quasi ufficializzavano il loro rapporto su Facebook con “in una relazione aperta con…“. Dall’altro lato, però, silenzio di tomba. Quasi a ricordare la scena di “Pensavo fosse amore invece era un calesse” quando Chiara (Alessia Salustri) dice a Tommaso (Massimo Troisi): “Io sono la tua fidanzata”. Ma dall’altro lato arriva la replica “Io e te non siamo fidanzati” a cui Chiara precisa: “Non ho detto che siamo fidanzati, ma che io sono la tua fidanzata”. Ecco la scena che si è presentata tra Ciampi e i tre della Santa Alleanza (o come si chiamavano loro) è più o meno questa.

Dopo il ballottaggio, il rapporto falsamente amoroso è proseguito, anche se la situazione sentimentale su facebook è andata pian piano modificandosi passando a “in una relazione complicata con..“. A quel punto sono partiti gli intrecci. Roba da C’eravamo tanto amati. Da Dino Preziosi che ci rimane male perchè Ciampi ha consegnato la Presidenza del Consiglio al centrosinistra, passando per Cipriano che attende una telefonata e intanto lancia messaggini al sindaco, mentre Morano prova a mediare. Ciampi, intanto, va avanti per la sua strada, anche se ogni tanto ammicca. “Mandatemi i programmi, lo costruiamo insieme”, diceva.

I tre ci leggono una nuova dichiarazione d’amore, ma il sindaco aveva parlato a tutti, compreso Arace, Pizza e Passaro. Niente di personale, insomma. Eppure loro continuano a sperare. Poi arriva la bomba dell’ipotetico ricorso al Tar (che sta ancora là, non è stato mai fatto a pezzi). E il rapporto si incrina di nuovo. Gli stati su facebook cambiano di nuovo. C’è chi mette “vedovo”, chi “divorziato”. Preziosi non modifica nulla. Da tempo si era dichiarato “single”.

Cambiano anche gli umori. Morano diventa il più nervoso, Cipriano annuncia fuoco e fiamme, Preziosi ribatte “e capirai, chi li conosce”. A quel punto i tre capiscono che non era mai stato amore. Come nel film di Scola, si erano semplicemente conosciuti nel corso di una guerra di Liberazione, quella che avevano dichiarato al “sistema che ha sempre governato Avellino”. Passata la guerra (e finito il ballottaggio) tutto ritorna alla normalità. A differenza del film di Scola, però, la nostra Luciana non si è mai innamorata di nessuno e lo dimostra con la nomina degli assessori.

Quella realtà sbattuta in faccia ai tre romanticoni che immaginavano chissà quale futuro insieme, come una felice famigliola del “Mulino bianco”, tutti sorridenti intorno a un tavolo già dalle prime ore del mattino (beato chi ci riesce). Tutto ritorna alla normalità, dunque, e i tre capiscono che non ci eravamo tanto amati. Anzi che in fondo il loro era stato solo un matrimonio di convenienza, senza tra l’altro alcun contratto prematrimoniale nè pubblicazioni. Insomma, non c’era mai stato nulla, ma d’altronde, non si erano mai amati.

Chi non ricorda lo scambio di battute tra Ciampi e Cipriano al primo turno. Il primo definito “il sindaco Bignami”, il secondo “incapace di amministrare un Comune visto come ha ridotto il teatro”. Nel mezzo, Preziosi, faceva le pulci ai due e ai loro programmi definendoli irrealizzabili e fuori da ogni logica. Morano andava avanti per la sua strada come se non esistessero proprio. Insomma, quell’amore scoccato all’indomani del primo turno, altro non era che un calesse (a 4 posti) su cui in realtà Ciampi non è mai salito. E lo ha ribadito lui più volte: “Non ho mai stretto alleanze con nessuno“. Che tradotto significa: grazie per avermi portato dei voti, ma il vostro posto è là (indicando i banchi dell’opposizione).