Blitz della Finanza al mercato di Avellino: maxi sequestro di orologi

Blitz della Finanza al mercato di Avellino: maxi sequestro di orologi

29 gennaio 2018

Ammontano a 38 gli orologi sequestrati dalle Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Avellino al mercato comunale nei pressi dello stadio Partenio-Lombardi, raffiguranti marchi distintivi di due note aziende internazionali del settore.

Nella giornata di sabato i militari del Nucleo Mobile della Compagnia di Avellino, durante uno dei quotidiani controlli effettuati tra i banconi del mercato al fine di verificare la legittimità della merce posta in vendita, hanno individuato una bancarella gestita da una donna di etnia africana, con esposti diversi orologi. Effettuando un sommario controllo su quelli disposti, le Fiamme Gialle hanno notato la presenza di alcuni orologi sportivi di una nota marca e, di conseguenza, esteso il controllo ai diversi altri scatoloni presenti, individuando i 38 orologi contraffatti e sottoponendoli a sequestro.

La merce sequestrata, riproducente modelli venduti nei negozi autorizzati a prezzi di circa 200 euro, era ceduta agli acquirenti a cifre variabili tra i 30 ed i 40 euro. La responsabile è stata denunciata alla locale Procura della Repubblica per commercio di prodotti falsi, in violazione dell’articolo 474 del codice penale.

Inoltre, nella stessa mattinata, un altro intervento ha portato all’elevazione di due sanzioni di circa 3.000 euro ciascuna a carico di due venditori itineranti, per la violazione della normativa che disciplina questa particolare forma di commercio. Gli interventi si collocano nell’ambito delle molteplici attività che i finanzieri svolgono quotidianamente in difesa del tessuto economico provinciale, a presidio del libero mercato e della legalità ed a tutela dei cittadini e delle imprese rispettose delle regole.

La lotta alla contraffazione ed alle irregolarità commerciali rappresenta, infatti, una delle priorità dell’azione operativa della Guardia di Finanza ed è tesa a reprimere quelle forme di commercio illegale non autorizzato che costituiscono una piaga amara del settore commerciale irpino nonché una forma di concorrenza sleale per i commercianti onesti.