Bisaccia, dramma immigrati: profughi scaricati al casello e lasciati in strada

Bisaccia, dramma immigrati: profughi scaricati al casello e lasciati in strada

6 maggio 2015

Il viaggio della speranza per una ventina di profughi (presumibilmente centrafricani) si è interrotto stanotte a Bisaccia, in provincia di Avellino, dove il gruppo di disperati sarebbe stato fatto scendere da un pullman nei pressi del casello di Lacedonia in balia della sorte.

Erano le ore 1 quando i profughi – a quanto risulta arrivati dal porto di Napoli su un bus – sono stati fatti ‘sbarcare’ sul suolo irpino, tra la confusione e l’incertezza generale.

La loro meta sarebbe stata una struttura privata di Bisaccia deputata all’accoglienza che dista circa 6 chilometri dall’autostrada A/16.

Secondo quanto appreso, risultano sconosciute le persone che avrebbero accompagnato i profughi in Irpinia, così come ignota sarebbe l’identità degli stessi disperati che una volta giunti al casello autostradale si sarebbero dispersi, dileguati, chi a piedi lungo l’arteria stradale e chi nel vano tentativo di raggiungere il primo centro abitato vicino.

Qualcuno tra mille difficoltà è riuscito a raggiungere un bar di Bisaccia: solo così è stato possibile allertare i carabinieri che sono prontamente giunti sul posto.

I poveri immigrati si sono così sparpagliati: qualcuno aveva guadagnato la via della fuga già prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, altri invece, accompagnati presso la struttura privata, hanno successivamente abbandonato la stessa.

Risultato? I profughi sono ora in giro per la provincia, senza una meta, senza un nome. Nelle ultime ore, sei di questo sarebbero stati avvistati nel territorio comunale di Vallata.

Marcello Arminio

Marcello Arminio

Il sindaco di Bisaccia, Marcello Arminio, stamane si è recato prontamente in Prefettura per un summit col referente di Governo Carlo Sessa.

Al Prefetto Arminio ha detto: “Bisaccia ha già dato il suo contributo, con un centro Sprar che segue 30 ragazzi a trecentosessanta gradi, dando loro piena assistenza sociale”.