Biodigestore, Tropeano (Ato): “La scelta è nelle mani dei sindaci. Pronto a confrontarmi”

Biodigestore, Tropeano (Ato): “La scelta è nelle mani dei sindaci. Pronto a confrontarmi”

17 settembre 2018

“Le ragioni del no al biodigestore a Chianche e le preoccupazioni espresse dai cittadini sono comprensibili ma ogni decisione sul futuro del ciclo integrato dei rifiuti o sulla destinazione dell’impianto è nelle mani dei sindaci”.

A due giorni dalla grande mobilitazione che ha visto come protagonista assoluto il territorio e la gente d’Irpinia, interviene il presidente dell’Ato Rifiuti, Valentino Tropeano. 

“Il sottoscritto nominerà a breve il nuovo direttore generale, dopo questo passaggio saremo pronti a confrontarci con gli amministratori comunali e ad ascoltare anche le indicazioni delle associazioni ambientaliste. Non abbiamo mai scelto la strada del silenzio o della chiusura. Sono pronto, come ho sempre fatto, a confrontarmi in modo sereno e costruttivo con tutti”.

Tropeano lancia un appello ai sindaci.  “La Regione non ha scelto o indicato Chianche come territorio su cui far sorgere l’impianto. Un impianto che, al di là del luogo, è necessario. Come ormai è noto la manifestazione di interesse è partita dal Comune di Chianche ma, sicuramente, non è una scelta irrevocabile. I sindaci propongano alternative concrete. Chi non vorrà sedersi al tavolo è perché molto probabilmente ha altri interessi da tutelare e preferisce restare nell’emergenza per quanto riguarda i rifiuti”.

Il numero uno dell’Ato rifiuti si rivolge all’amministrazione del capoluogo che si è mobilitata a sostegno della manifestazione di sabato scorso.

“Sulla proposta del compostaggio di comunità, che già avevo valutato per il mio Comune (Montefredane ndr) e che era anche stata contestata,  l’amministrazione di Avellino, se intenzionata, dovrebbe indicarmi dai 15 ai 20 siti da realizzare in centro città, come piazza Libertà o piazza del Popolo, e poi possiamo riparlarne.  Tutta l’Irpinia ha un territorio a vocazione agricola e paesaggi da tutelare, quindi, andiamo oltre la protesta e cerchiamo insieme un’alternativa valida. Se non proviamo a confrontarci non troveremo mai una soluzione”.