Bilancio consuntivo 2017: “SiAmo Pratola Serra” all’attacco

Bilancio consuntivo 2017: “SiAmo Pratola Serra” all’attacco

28 maggio 2018

“Come gruppo di opposizione, “SiAmo Pratola Serra”, abbiamo posto innumerevoli quesiti sulla veridicità dei conti presentati nel Bilancio consuntivo 2017, ma senza dare alcuna risposta concreta, la maggioranza ha proceduto comunque all’approvazione unanime del rendiconto di gestione”.

In una lunga nota il gruppo consiliare “SiAmo Pratola Serra” si sofferma sulla seduta dello scorso 24 maggio. 

Su numerosi residui attivi, iscritti nel bilancio, abbiamo chiesto se vi fossero titoli validi per la loro iscrizione e re-iscrizione, ma non è arrivata alcuna risposta concreta. In Aula erano presenti 3 dei 4 Responsabili Finanziari che si sono succeduti nel 2017: il vice sindaco Marianna Galdo, lo stesso sindaco Emanuele Aufiero e l’attuale Responsabile Angelo Capone, dai quali non è giunta una sola parola nel merito delle questioni avanzate, assente l’ex assessore e responsabile finanziaria Maddalena Capone. L’unico interlocutore è stato l’ex sindaco e oggi presidente del Consiglio, Antonio Aufiero, fratello del sindaco Emanuele. Insomma, una seduta alquanto insolita visto che chi doveva guidare i lavori dell’aula era anche l’unico a proferir parola, cercando di dare spiegazioni che non ci hanno convitto affatto; anzi, quanto accaduto avrebbe dovuto far riflettere anche la silenziosa maggioranza Responsabili compresi. Abbiamo chiesto chi erano gli sponsor debitori per oltre 80 mila euro; somme riportate ai residui attivi anche riferite al 2016, che finanziavano i concerti che si tengono annualmente. Stessa cosa per crediti vantati dalla regione Campania, ma rimane sconosciuto il Decreto Dirigenziale che lo certifica, ancor più che la legge alla quale si fa riferimento neanche risulta approvata. Abbiamo chiesto come mai, da un comune convenzionato liquidano circa 86 mila euro, mentre agli incassi del bilancio 2017 risultano 10 mila euro in meno. Abbiamo chiesto in che modo venivano rappresentati nel bilancio circa 260 mila euro della legge 219/81, e ci è stato risposto che le somme erano presso banche di Salerno. Ma se così fosse, qualcuno dovrebbe spiegarci perché la cifra viene riportata nella contabilità dell’Ente. In buona sostanza a tutti chiarimenti richiesti, e gli elencati sono la minima parte, sono state date spiegazioni poco convincenti e ancor più grave è che durante la discussione, per dimostrare che tutto era in regola, l’emerito Sindaco e Presidente del Consiglio, si fa portare una cartella di documenti che avrebbero chiarito tutto. Ma durante tutta la discussione, da quel faldone non è stato tirato fuori un solo Atto: assolutamente nulla. Prima della votazione abbiamo allora chiesto che ci venissero concesse 24 ore per esaminare quegli Atti portati in aula e mai esibiti, nonché per approfondire la Relazione del Revisore dei Conti, il quale, non pare discordare dai dubbi che abbiamo sollevato. Proprio riguardo i residui attivi iscritti da anni e mai riscossi, lo stesso Revisore pone l’accento sulla “lentezza e la scarsa capacità di riscuotere”, evidenziando come il continuo ricorso all’anticipazione di cassa “comporta un rischio di depauperamento delle disponibilità finanziarie dell’amministrazione”. Infatti: l’anno 2017 risulta chiuso con oltre mezzo milione di euro da restituire; e l’8 di gennaio c.a. era stata già esaurita l’anticipazione 2018 tanto da ricorrere ad ulteriore anticipazione straordinaria per altri 400 mila euro circa. Altro che pozzo di San Patrizio! Ma ritornando alla nostra proposta di rinvio, abbiamo assunto anche l’impegno di votare il bilancio, se le carte avessero chiarito le varie questioni avanzate. Ma con enorme rammarico abbiamo visto bocciare la proposta di rinvio all’unanimità! E questo ci pone di fronte a un dilemma: cosa c’era in quella cartella? Una domanda che la maggioranza pare che neanche si sia posto. Ovviamente non finisce qui, ma andremo fino in fondo per fare chiarezza.