Benevento – Catturato il pluriomicida Aldo Iannace.Era ad Atene

25 luglio 2006

Benevento – Una ricerca lunga ed estenuante ma finalmente giunta al termine. E’ stato rintracciato ed arrestato ad Atene Aldo Iannace, pluriomicida di Benevento di cui si erano perse le tracce dopo il massacro dei suoi familiari. L’uomo era passato ieri in Consolato chiedendo un aiuto finanziario. Insospettiti, i funzionari hanno chiesto l’intervento dell’Interpol, che ha confermato la possibilità che si trattasse del ricercato. Questa mattina una pattuglia della Polizia greca lo ha arrestato quando si è presentato negli uffici. Nei prossimi giorni sarà estradato. Una vera strage della follia la sua: la mano che si alza e colpisce chi ti dato la vita e non può neanche lontanamente immaginare che tu, invece, la tolga a lei. Lina, sessantatrè anni, la madre. E, poi, quel pugnale che trafigge a morte, ancora alla gola e alla testa, Mirella, trentotto anni, la sorella. Era paraplegica, un’esistenza per nulla fortunata. E ancora, in un raptus che gli impedisce di fermarsi, la nonna. Olimpia Furno, 101 anni a settembre. Che bella quella foto in cui è stata ritratta quando ha festeggiato il secolo di vita. Lina e Mirella hanno cercato di opporsi alla furia omicida, lei no, costretta com’era a letto. Le ha massacrate una dopo l’altra, Aldo. E ha cercato di fare altrettanto con il padre. E’ stato lui, Giovanni Iannace, settantacinque anni, gran parte dei quali spesi a lavorare duramente, ad aprire la porta al figlio al secondo piano di quella palazzina di via Sturzo. Voleva sempre soldi, Aldo, da tempo senza un’occupazione e con una condizione di disagio mentale. Glieli davano ogni mese, i suoi genitori. Ne aveva chiesti altri anche qualche giorno fa. Giovedì sera Giovanni se lo trova di fronte, Aldo ha un pugnale, chissà dove l’ha preso. Lo usa, ma il papà, ferito, riesce a scappare. Esce all’esterno dell’abitazione e chiede aiuto ad una signora che ha in fitto un appartamentino al piano terra dello stesso stabile. Sarà lei a dare l’allarme. Aldo è in casa, trasforma quegli ambienti in un luogo dell’orrore, il sangue dappertutto. Oggi, però, la fine della sua corsa. Aldo è stato catturato e dovrà rispondere alla legge dell’efferatezza del suo gesto.