Bassolino, Gargani e i demitiani: l’analisi di Iannaccone

9 maggio 2008

MpA – Bassolino, Gargani e i demitiani: un’analisi a tutto tondo quella condotta dal neo parlamentare Arturo Iannaccone che approfondisce, in alcuni casi con durezza e in altri con ponderatezza, questioni prettamente campane.
Nessun dubbio per quanto riguarda il governatore della Campania: nessun indugio fino alla prossima primavera, secondo Iannaccone sarebbe opportuno che Bassolino lasciasse subito la poltrona principale di Palazzo Santa Lucia.
“La sua maggioranza – è la motivazione – perde pezzi in continuazione e il tirare a campare della sua Giunta significa solo maggiori danni per la nostra Regione. Basti pensare solo all’inettitudine del centrosinistra sulla vicenda rifiuti per auspicare un rapido ritorno a casa di Bassolino e del gruppo di potere che si è coagulato intorno a lui. Sicuramente molto prima della prossima primavera”.
Occhi aperti anche per quanto riguarda la posizione dell’Udc, invitato ad “uscire dall’ambiguità”.
“L’Udc in Campania dovrebbe fare chiarezza sulla sua collocazione nel panorama politico, esca al più presto dalle ambiguità. Al momento non possiamo che prendere atto che il partito di Casini rimane fuori dal centrodestra e che l’elezione di Buttiglione a vicepresidente della Camera ha persino messo in evidenza un feeling crescente con il Partito Democratico”.
Iannaccone che si è dichiarato favorevole ad una candidatura alla Presidenza della Regione dell’eurodeputato di Forza Italia, Giuseppe Gargani.
“Quella di Gargani è una candidatura autorevole e di notevole spessore. Di lui ho stima e sicuramente il suo è un nome spendibile. D’altro canto credo che la candidatura alla Presidenza della Regione debba essere espressione di tutti i partiti che fanno parte della coalizione di governo. Spero che a breve si apra una fase di riflessione tra tutti i maggiori esponenti campani del centrodestra al fine di individuare e selezionare la migliore classe dirigente da proporre alle prossime elezioni regionali, compreso il candidato alla presidenza”.
Non poteva mancare qualche riferimento alla posizione dei demitiani i cui elettori sono, dal suo punto di vista, ritenuti affini a quelli del Movimento per l’Autonomia.
“Gli elettori e la classe dirigente che si sono riconosciuti intorno al Presidente De Mita sono senz’altro affini politicamente ad un movimento centrista come l’MpA. Mi sono già rivolto a tutti gli amministratori, in particolar modo a quelli che in passato si sono riconosciuti nella Democrazia Cristiana, affinché considerino a loro disposizione il mio mandato di Parlamentare. L’MpA si caratterizza proprio per la volontà di rappresentare al meglio le esigenze del territorio, per venire incontro alle istanze di quegli amministratori che troppo spesso hanno avvertito la distanza delle istituzioni”.


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