Basket – Virtus squalificata per dichiarazioni al veleno di Sabatini

18 aprile 2009

Bologna – E’ destinata a non placarsi l’incredibile mole di polemiche che ha fatto seguito alla partita Virtus – Siena. La decisione di Mattioli (che tecnicamente è anche giusto, il problema è di tipo regolamentare) ha inasprito ancora di più gli animi dopo il discusso (e discutibile) arbitraggio della finale di Coppa Italia tra le stesse due compagini.
L’episodio – Con la partita in parità Boykins (Virtus) si fa dare palla e comincia un coast to coast per segnare il canestro della vittoria. Il piccolo play si arresta e si appresta al tiro: il diretto marcatore McIntyre abocca e frana sull’avversario. Per l’arbitro Mattioli è fallo. In teoria ci sarebbero i due tiri liberi per Boykins, che avrebbe potuto così regalare alla sua squadra la vittoria. Ma il fischietto si dirige verso il tavolo e, dopo un conciliabolo con gli allenatori, annulla la decisione, perchè il fischio è arrivato quando sul cronometro c’era lo “0”. Partita all’overtime e vittoria di Siena. Subito montano le proteste da parte degli spettatori, che obbligano il massimo dirigente di Siena Minucci a lasciare il campo. “Siete come la Juve di Moggi urlano. Sabatini in un primo momento cerca di placare gli animi. Poi, nello spogliatoio degli arbitri mette in piedi quello che – stando al comunicato ufficiale della Fip – appare un vero e proprio teatrino.
Squalifica e comunicato – Inusuale la nota della Fip che, spiegando il perchè della decisione di squalificare il campo per 2 giornate, riporta testualmente le parole di Claudio Sabatini. “Un individuo non tesserato (Sabatini appunto, ndr), a fine gara, di fronte allo spogliatoio degli arbitri, dopo aver colpito più volte la porta aggrediva con gravi minacce la terna arbitrale con frasi del tipo “Io di qui non esco. A costo di uscire dal basket, sono stanco di passare per coglione. Uno che ha provato a farmi fesso, è uscito per andare al supermercato ed ha trovato la casa distrutta dal caterpillar”. E facendo riferimento anche ad iniziative pregresse che, fomentando il pubblico, hanno provocato invasioni di campo di più persone, anche in quel caso sanzionate con la squalifica del campo di gioco: “In campo sono stato bravo ma ai prossimi tre arbitri che verranno qui non garantisco l’incolumità. State tranquilli che la prossima volta organizzo un altro Maraglio Day (Maraglio significa casinista in bolognese e la ‘citazione’ riguarda una precedente iniziativa del 2007 quando il presidente mise il biglietto a dieci euro in qualsiasi settore con l’unico obiettivo di far baccano) e i vostri tre colleghi se la vedranno brutta”.
Il presidente ovviamente si è scusato, ma comunque pur cercando di smorzare i toni ha precisato la sua indignazione per l’arbitraggio. A sua detta, infatti, sono già tre finali di Coppa Italia condizionate dai fischietti (tre anni fa con Treviso che schierava Lorbek, due anni fa con Avellino e il presunto sfondamento di Spencer, quest’anno i fischi ‘contro’ la Virtus) e a quanto pare la storia non finirà qui. La Virtus presenterà ricorso e tra i tifosi più affezionati iniziano a circolare già strane idee di protesta, come boicottare il campo in caso di finale con Siena. L’importante è non perdere di vista la realtà e la sportività: dire cose come “è meglio tirare monetine, si paga meno” (riferimento al cent che colpì il giocatore della Virtus Terry durante il derby, gesto per il quale fu comminata solo una multa alla Fortitudo) può creare pericolose giustificazioni e precedenti scomodi.