Basket Scandone – Final Eight, che fine hanno fatto gli eroi del 2008?

Basket Scandone – Final Eight, che fine hanno fatto gli eroi del 2008?

18 febbraio 2016

Ad Avellino si respira già da tempo aria di Final Eight. E la mente dei tifosi biancoverdi della palla a spicchi non può non ritornare a quel lontano 10 febbraio 2008 quando l’allora Air Avellino del presidente Vincenzo Ercolino, guidata da coach Matteo Boniciolli, conquistò la storica Coppa Italia vincendo in finale contro La Fortezza Bologna, squadra ospitante della kermesse sportiva, con il punteggio di 73-67.

Una finale giocata in modo gagliarda da tutto il roster biancoverde guidato alla perfezione da Marques Green e che ha visto in Eric Williams e Nikola Radulovic i principali protagonisti del successo finale senza dimenticare quel Devin Smith che, nominato MVP della manifestazione, di lì a pochi anni avrebbe fatto le miglior fortune della squadra israeliana del Maccabi Tel Aviv.

Il 2007-2008 fu un anno da incorniciare per la beneamata che chiuse la Regular Season al terzo posto con 46 punti, qualificandosi così ai Play Off scudetto dove centrò la storica qualificazione all’Eurolega, eliminando nei quarti di finale la Pierrel Capo d’Orlando di Gianmarco Pozzecco, per poi arrendersi in semifinale ai vice campioni d’Italia della Lottomatica Roma.

Ma che fine hanno fatto i protagonisti di quell’annata trionfale?

Devin Smith è quello che, rispetto agli altri giocatori, più si è confermato su altissimi livelli. Abbandonata la Scandone l’anno successivo, per trasferirsi in Turchia al Fenerbahce insieme a Marques Green, negli anni successivi (nel mezzo una parentesi a Treviso) ha fatto grande la squadra israeliana del Maccabi Tel Aviv con cui ha vinto 4 Coppe d’Israele, 1 Lega Adriatica e l’importante Eurolega nella stagione 2013-2014.

Daniele Cavalerio

Daniele Cavalerio

Marques Green, l’anno successivo fu acquistato dal Fenerbahce ma dopo un’esperienza non particolarmente esaltante è ritornato nel Bel Paese indossando le maglie di Pesaro, Milano, Sassari. Queste esperienze furono intervallate da altri soggiorni in Irpinia dove il folletto di Norristown, ancora oggi, guida il team della società biancoverde alla sua quarta esperienza all’ombra del Partenio.

Daniele Cavaliero, protagonista di una preziosa giocata difensiva in Finale di Coppa Italia nel 2008 su Nelson Spencer, l’anno successivo si accasò a Montegranaro per poi ritornare ad Avellino nelle stagioni 2013-2014 e 2014-2015, quando è stato anche capitano della squadra avellinese. Attualmente milita nella Pallacanestro Varese.

Nikola Radulovic e Alex Righetti, giunti in Irpinia nella fase finale della loro carriera, vissero ad Avellino una nuova giovinezza che non ebbe un seguito da far stropicciare gli occhi.

Stalin Ortiz

Stalin Ortiz

Radulovic, nell’anno successivo, fu protagonista della promozione in A di Brindisi e si ritirò due anni dopo dopo aver giocato 23 partite con la maglia di Scafati.

Righetti, invece, non ha mai smesso di giocare. Dopo l’esperienza di Avellino, ha vestito le maglie di Bologna, Varese, Caserta e Ferentino prima di firmare nella stagione 2013-2014 a Roma, non alla Virtus ma all’Eurobasket di coach Bonora.

La guardia colombiana Stalin Ortiz, dopo l’esperienza di Avellino, è ritornato a giocare in Sud America, tra Argentina e Colombia; ora è in forza alla squadra dei Piratas de Bogotà.

Il centrone americano Eric Williams, rimasto orfano di Marques Green volato in Turchia (col play tascabile formò un asse play-pivot da far invidia anche alle più grandi squadre europee di basket), si fermò ad Avellino anche l’anno successivo dove giocò l’Eurolega chiudendo la fase regolare a circa 10 punti e 5 carambole di media. Dopo la sua militanza in giro per l’Italia tra Pesaro, Brindisi, Caserta, Venezia, il buon Eric si è spostato anche in Francia, Kazakistan, Cina, Romania ed oggi gioca nella squadra polacca della Drabowa Gòrnicza. Curiosità: l’ultimo tecnico ad allenare Williams in Italia è stato proprio coach Pino Sacripanti a Cantù nella stagione 2014-2015.

Catalin Burlacu

Catalin Burlacu

Sylvere Bryan, invece, è ancora attivo ed oggi lo troviamo a calcare il parquet degli Sharks di Roseto, in Serie A2, dopo aver girato in lungo e in largo l’intero stivale ed essere stato protagonista della promozione di Brindisi in Serie A nella stagione 2009-2010.

Il centro rumeno Catalin Burlacu, idolo assoluto degli ultras biancoverdi, dopo l’esperienza ad Avellino è rientrato in patria, diventando una vera e propria istituzione del basket nazionale e legando il proprio nome alla città di Ploiesti e alla squadra di pallacanestro cittadina (che milita nelle serie inferiori e di cui è presidente onorario). Oggi milita ancora nella Serie A rumena ma nelle fila della SCM Craiova.

La guardia Peter Lisicki, invece, oggi è un affermato promotore finanziario in Arizona, dove risiede con la famiglia. Dopo la gloriosa stagione 2007-2008, rinnovò per un altro anno con la Scandone con cui disputò anche una gara di Eurolega (contro il Cibona). L’anno successivo l’addio al basket giocato e il ritorno negli Usa dopo 11 ininterrotti anni di professionismo in Europa. Peter non ha del tutto abbandonato la palla a spicchi: oggi infatti allena nella AAU, una delle tante leghe amatoriali degli Stati Uniti.

Matteo Boniciolli

Matteo Boniciolli

In ultimo ma non per ultimo, coach Matteo Boniciolli – l’allenatore della Scandone che compì l’impresa – lasciò Avellino dopo il trionfo del 2008 per stare più vicino alla sua famiglia, scelta che lo spinse a tornare a Trieste e a dedicarsi al rilancio della gloriosa tradizione cestistica locale. Archiviato l’ormai famigerato e discutibile commento che il nostro ebbe a dire nei confronti del vecchio Del Mauro, il post Avellino di Boniciolli è stato segnato dalle vittorie in Europa con la Virtus Bologna e in Kazakistan con l’Astana. Oggi Boniciolli siede sulla panchina della Fortitudo Bologna.

Quella squadra è rimasta nel cuore di tutti i tifosi avellinesi per le imprese di cui si fece protagonista, ma ora è tempo di aggiornare gli stati d’animo della gente.

La Sidigas Avellino di quest’anno, per nulla inferiore a quella che vinse la storica coppa Italia nel 2008, ha già regalato emozioni uniche e speciali come l’impresa al Forum di Milano di fine Gennaio e il record di 7 vittorie consecutive mai ottenuto fino ad ora dalla beneamata in Serie A, c’è bisogno della ciliegina torta e siamo consapevoli che gli uomini di Sacripanti da qui, fino alla fine della stagione, qualcosa di importante ci regaleranno.

                                                                                                                                                             Carlo Maria Imparato