Basket – L’Air Scandone verso la retrocessione. Di chi è la colpa?

5 marzo 2006

Sconfitta della squadra, sconfitta della società, sconfitta del pubblico. Una squadra, se cosi possiamo chiamare l’Air di quest’anno, che ci stupisce ogni domenica in modo negativo. La partita di sabato scorso ne è un esempio. A tre minuti dalla fine l’Air aveva 9 punti di vantaggio. Credendo di aver in tasca l’incontro gli uomini di Capobianco si sono rilassati, dando la possibilità ai canturini di ritornare in partita, finendo per regalare loro la vittoria tra l’incredulità, l’amarezza e lo stupore generale. Troppi gli errori commessi dai giocatori, in particolare da Young. L’americano è di certo un giocatore dal grande futuro e dalle eccellenti qualità tecniche, ma ha il brutto vizio di nascondersi quando nei minuti finali c’è da vincere la partita. Bobbit lo si è capito, è un giocatore particolare, croce e delizia dei tifosi, l’ago della bilancia, colui che con i suoi lampi può portare l’Air alla salvezza. Non è certo colpa sua però se il team irpino si trova in queste condizioni. Non è giusto attaccarlo più del dovuto, non lo merita. Se l’Air ha vinto qualche partita è anche grazie alle sue giocate. I motivi della debacle di quest’anno sono altri. Chi ha preso Giuliani ha commesso un gravissimo errore, al quale si sono aggiunte tante altre leggerezze che ora costano caro alla nostra squadra. Il coach vicentino, che già aveva fatto male a Reggio Calabria, si è ripetuto in irpinia, costruendo male la sua creatura. Ha firmato Taylor che non si è dimostrato adatto al campionato di serie A. Dumas doveva essere il play di riserva, che però in breve tempo è stato accantonato. Ma l’errore certamente più grave è stato quello di tesserare lo slavo Mirkovic, per poi tagliarlo prima dell’inizio della stagione, sprecando così il visto Bosman B. Forse era meglio che la squadra fosse affidata subito a Capobianco, il quale con la sua umiltà e conoscenza del gioco avrebbe fatto meglio. L’attuale coach sta facendo il massimo per portare la sua Air alla salvezza, nonostante qualche errore dovuto all’inesperienza. La società? Chi rappresenta l’Air Scandone Avellino? Cardillo, Preziosi? Da un lato ringraziamo questi due personaggi per aver risanato la società e per averci dato la possibilità di assistere a questo spettacolo. Dall’altro li critichiamo, perché in questi anni non sono stati in grado di costruire una società nella quale ognuno avesse un ruolo preciso. Ancora oggi, come avveniva tanti anni fa, coloro che ricoprono i vari incarichi lo fanno solo per passione e per amore verso la Scandone. Si è poi deciso di non mettere sotto contratto un direttore sportivo, come forse sarebbe stato opportuno fare, preferendo affidare l’incarico di costruire la squadra all’allenatore. Ma se Marcovsky è stato bravo e fortunato nel doppio incarico, con Giuliani sappiamo come è andata e dove ci sta portando. Non si è pensato di creare un settore giovanile in grado di sfornare talenti, o dal quale poter trovare delle risorse. Insomma una serie di scelte e decisioni che ci lasciano con diversi dubbi. Purtroppo alla fine a pagare sono i tifosi, quelli veri che amano la Scandone e la pallacanestro. Sono loro che verranno maggiormente danneggiati se l’Air dovesse retrocedere. Forse però è giusto così, perché città e provincia in questi anni hanno dimostrato di non saper apprezzare uno sport capace di regalarci tante soddisfazioni e portare in alto il nome di Avellino. (Giovanni La Rosa)