Basket – L’Air crolla a Ferrara. Continua la sindrome da trasferta

14 marzo 2010

Prosegue il mal di trasferta dell’Air. In quel di Ferrara, al cospetto della penultima forza del torneo, ma profondamente rinnovata dagli innesti di Spinelli, Shultze e Ford, va in scena la settima sconfitta consecutiva dei lupi lontano dal Pala Del Mauro. Dopo una prima parte di gara in cui la Scandone tiene botta colpo su colpo alle bocche da fuoco di casa, l’esito finale si decide virtualmente subito dopo l’intervallo lungo. Poco o nulla da salvare nella disfatta del Pala Segest. La buona serata di Lauwers, ben servito ed impiegato maggiormente rispetto ai consueti standard, è coincisa però con quelle tutt’altro da ricordare di uomini chiave come Brown ed Akyol. Se il play Usa ha vissuto quaranta minuti sottotono, conditi da numerose forzature e poche assistenze di rilievo, la prova del turco ha “lasciato il segno” innanzitutto nei 14 metri difensivi. In totale sofferenza sul primo passo di Jackson, aspetto che ha finito per condizionarlo anche in fase offensiva (primo ed unico canestro dal campo al 39’ e -7 di valutazione). Al consueto e scarso contributo in trasferta di Szewczyk, si è aggiunto poi il saldo negativo nel computo dei rimbalzi (+12 Ferrara al 30’, a gara ormai compromessa). Dall’altra parte, la Carife ha rispettato in pieno il piano partita e vinto tutti i duelli. Devastante Ford sotto canestro, disarmante Jackson sia in penetrazione che dall’arco (44 punti in due). Nel mezzo, il contributo tutto punti e sostanza di Shultze che non ha fatto pesare lo scarso apporto di Grundy, limitato da una leggera distorsione alla caviglia sinistra.
LA GARA
Avvio ad alto ritmo su entrambi i lati del campo. Se da una parte Avellino parte bene con Brown ed un alley-hoop di Nelson, dall’altra, una Ferrara con l’acqua alla gola in virtù di una classifica altamente deficitaria, prende subito in mano l’inerzia del match. Nel primo periodo Ford (8 punti nei primi 8 minuti) stravince la sfida nella sfida con Troutman, gravato di 2 falli già all’ottavo minuto ed in panca a rifiatare sino a metà gara (21-18 al 10’). Porta sbaglia due facili tiri dall’arco con piedi a terra, ma la Carife non riesce ad approfittare di almeno tre passaggi a vuoto di Avellino. Con Troutman a scaldare il pino e Szewczyk ancora una volta in affanno lontano dal Del Mauro, Pancotto gioca la carta dei quattro piccoli con Cortese e Dylewicz insolita coppia in vernice. Il tecnico chiama fuori anche Brown, colpevole forse di qualche forzatura di troppo ed ottiene i minuti di maggiore qualità grazie all’impatto di Lauwers. Il belga confeziona tre triple d’autore e, complice anche l’assenza momentanea di Grundy, contribuisce in maniera sostanziale al +2 del 15’ sul 26-28. Il rientro sul parquet del fromboliere di casa coincide però con il break ferrarese. Akyol è in affanno su Jackson, Shultze si sblocca dal perimetro: le ali bianconere, in coabitazione con il rientrante Grundy, confezionano il +9 all’intervallo lungo (42-33 al 20’). Alla ripresa dei giochi, è notte fonda per l’Air. Tante, troppe le forzature in attacco, in particolar modo dal perimetro, ed un’inattesa disattenzione difensiva ed a rimbalzo. Un parziale di 13-2 mette in ghiaccio la contesa già al 28’ (61-48), ed all’ultima pausa anche la differenza canestri nello scontro diretto (+10 per Avellino all’andata) è decisamente ribaltato (66-45 al 30’). L’ultimo periodo è un lungo garbage time. L’Air trova più spazi in attacco ed una discreta zona 2-3, mentre gli estensi restano concentrati nel tenere l’avversario a distanza di sicurezza (finale: 78-63)

CARIFE FERRARA – AIR AVELLINO: 78-63

Carife Ferrara: Farabello 7, Nnamaka 4, Borsato n.e., Spinelli, Jackson 22, Mazzola n.e., Sacchetti 3, Grundy 6, Ford 22, Sangarè 2, Schultze 12, Rizzo n.e. Coach: Valli
Air Avellino: Troutman 14, Dylewicz 8, Casoli n.e., Lauwers 11, Brown 5, Cortese, Porta 10, Nelson 4, Szewczyk 9, Akyol 2. Coach: Pancotto
Parziali: (21-18); (42-33); (66-45)
Arbitri: Lamonica, Giansanti, Quacci