Basket Avellino, l’analisi della Sidigas: Blums leader, Cervi il vero fattore

Basket Avellino, l’analisi della Sidigas: Blums leader, Cervi il vero fattore

6 ottobre 2015

Battendo la Vuelle Pesaro 77-73, la nuova Sidigas Avellino di coach Pino Sacripanti è ritornata alla vittoria all’esordio in campionato.

Non accadeva dalla stagione 2009/2010 (anche sei anni fa, l’avversario di turno era Pesaro).

Quanto visto domenica sera in campo al PalaDelMauro non può che far ben sperare per il prosieguo del campionato dei biancoverdi, chiamati sin dal prossimo turno alla prova del 9 in quel di Reggio Emilia, vice campione d’Italia.

Contro i pesaresi la squadra di Sacripanti ha provato ad imporre il proprio imprinting alla gara sin dal tip off, giocando di squadra e provando a difendere il canestro fino ai 24 secondi (cosa che è avvenuta in almeno due occasioni, ndr).

IL GIUDIZIO SUI SINGOLI – Taurean Green è stato tra i migliori in campo in maglia biancoverde con i suoi 13 punti e 8 assist finali.

Al netto delle cifre e dei numeri rimediati dall’ex Limoges contro la Vuelle, Green ha rispecchiato – in preseason e nella prima ufficiale di campionato – il prototipo di playmaker che Sacripanti ha chiesto al diesse Nicola Alberani, una point guard dalle grandi capacità realizzative.

I giocatori della Scandone al termine della gara

I giocatori della Scandone al termine della gara

Ma il break che poi ha sancito la vittoria di Avellino, per intenderci il parziale del terzo quarto, è stato realizzato con Janis Blums (che playmaker non lo è) in campo: lo testimonia anche il plus/minus netto della frazione di gara (plus/minus diviso per i minuti giocati e moltiplicato per 40) che vede proprio nel lettone il migliore della categoria.

Sui lunghi, invece, contro Pesaro è apparso chiaro come Avellino abbia un diverso peso specifico in campo (in attacco e in difesa) a seconda della presenza o meno di Riccardo Cervi nel pitturato.

L’ex Reggio Emilia, cercato forse troppo poco dai compagni di squadra che hanno preferito il tiro dalla distanza, ha saputo sorvegliare l’area come pochi in fase di non possesso.

La stessa cosa, invece, non può dirsi per i vari Leunen, Pini e Buva che completano un pacchetto lunghi che ha comunque quasi sempre retto contro Pesaro, raddoppiando sui giochi a due dell’avversario.