Barriere sotto sequestro, nuovo no del Gip alle richieste di Autostrade

Barriere sotto sequestro, nuovo no del Gip alle richieste di Autostrade

20 Gennaio 2020

Viadotti A16 e A14, ben due le richieste espresse nell’ultima istanza presentata da Autostrade per l’Italia: la revoca di tutti i provvedimenti di sequestro finora disposti e una variazione alle modalità di cantierizzazione, con il posizionamento dei dispositivi di sicurezza provvisori Abesca H120-W5, con capacità di contenimento corrispondente a un H4, a 1,80 metri dalle barriere sequestrate, in modo da poter allestire due corsie di transito “ridotte” per senso di marcia sui viadotti oggetto di dissequestro.

Entrambe le richieste sono state rigettate dal Gip del Tribunale di Avellino Fabrizio Ciccone, consultato il parere della Procura della Repubblica di Avellino, che coordina l’inchiesta, e dell’ingegnere Placido Migliorino, Dirigente dell’Ufficio Ispettivo Territoriale di Roma del Mit.

La prima richiesta è ritenuta del tutto inammissibile, in mancanza di documenti ed elementi tecnici idonei a far ritenere definitivo il venir meno della condizione di insicurezza e pericolo per la circolazione stradale.

Inoltre, le numerose ordinanze di rigetto del Gip, scaturite delle continue e pressanti richieste di dissequestro da parte di Aspi, non sono state mai impugnate dalle competenti sedi degli indagati, dando un chiaro ed implicito riconoscimento della situazione di insicurezza presente sui viadotti.

Per la seconda richiesta, invece, come sottolineato anche da Migliorino, è vero che i dispositivi di sicurezza Abesca H120-W5 possono essere installati a 1,80 metri dalle vecchie barriere, ma solo in aree non cantierizzate. Nel caso in questione vanno installate dunque le barriere ET100 con area di ingombro pari a 1,5 metri, come già disposto dal MIT.

Per quanto riguarda l’attività di cantierizzazione, essa è stata ultimata sull’A16, ad eccezione del viadotto “Del Duca”, mentre per l’A14 si attendono ancora specifiche indicazioni dalla Direzione del VII Tronco di Aspi, tuttavia si presume che i lavori siano stati ultimati o molto prossimi all’ultimazione.

Inutile, dunque, secondo il giudice, disporre delle variazioni alle modalità di cantierizzazione in fase di conclusione dei lavori.

La finalità, a quanto pare senza mai tenere conto delle disposizioni degli organi ministeriali, è quella di poter liberare un’altra corsia al transito dei veicoli, soprattutto dopo l’ultima riunione svoltasi in Prefettura e alla luce delle richieste della Provincia di un confronto sulle problematiche che si registrano sul tratto Baiano-Lacedonia dell’A16 Napoli-Canosa,