Baronia, la vigilanza venatoria sequestra 35 lacci-trappola

30 gennaio 2013

Domenica 27 gennaio, durante l’attività di vigilanza antibracconaggio, sono stati rinvenuti nella zona di ripopolamento e cattura, situata nei comuni di San Sossio, Trevico e Vallesaccarda, circa 35 “lacci” d’acciaio morbido, con la funzione di vere e proprie trappole per i cinghiali. La scoperta è avvenuta grazie ad un’operazione congiunta delle sezioni provinciali delle associazioni venatorie Anuu e Italcaccia, coordinate dall’Enalcaccia, in seguito alla segnalazione da parte degli agricoltori risiedenti nella zona. La pericolosità dei cosiddetti “lacci”, utili alla cattura e quindi alla facile uccisione del cinghiale, ha allarmato gli abitanti che hanno richiesto l’intervento delle guardie venatorie.
Trappole congegnate in questo modo possono procurare gravi danni. Il rischio maggiore è corso dalla specie stessa dei cinghiali. Situare questi “strumenti” illegali di cattura in una zona protetta, in cui è vietata la caccia per favorire la riproduzione della specie, che avviene proprio in questo periodo, significa mettere a repentaglio la vita degli ungulati, in modo particolare quella delle scrofe e dei cuccioli che portano in grembo. Si mette anche a rischio la vita di altri animali domestici, di media dimensione, che possono incapparvi accidentalmente. Soprattutto è necessario considerare che viene messa a repentaglio la stessa incolumità delle persone, nello specifico possono facilmente correre pericolo gli agricoltori che coltivano i campi limitrofi all’area. Il presidente dell’Enalcaccia di Ariano Irpino, coordinatore dell’operazione di perlustrazione in qualità di guardia giurata venatoria, prof. Franco Molinari, rammaricato per l’accaduto, garantisce ancora controlli di questo tipo e rivolge un invito a tutti i cacciatori affinché collaborino denunciando episodi di questo genere, che contrastano del tutto con i principi fondamentali del mondo venatorio. Naturalmente le associazioni hanno segnalato il ritrovamento alle autorità competenti e quindi sarà effettuata una denuncia contro ignoti. Si segnala l’importanza delle attività di controllo antibracconaggio che si è mostrata implacabile negli ultimi anni: sono infatti state scoperte e bloccate varie modalità illecite di caccia al cinghiale, praticate durante la notte.