Avellino/Ecomafia: per Legambiente l’Irpinia si attesta al quarto posto

9 giugno 2005

Avellino – L’unica “impresa” in Campania che non risente per nulla della concorrenza cinese è quella dell’Ecomafia. Con questa provocatoria diagnosi si è aperto il rapporto 2005 di Legambiente che pone la nostra regione – per il decimo anno consecutivo si conferma la prima regione d’Italia per quanto riguarda i fenomeni di illegalità ambientale – primo posto in Italia per reati ambientali, reati nel ciclo dei rifiuti, nel ciclo del cemento e per l’abusivismo edilizio. Alla Campania la leadership ma, purtroppo, maglia nera anche all’Irpinia. Il primato dell’illegalità ambientale nel 2005, infatti, spetta alla provincia di Napoli con 885 infrazioni accertate, 992 persone denunciate o arrestate, 320 sequestri effettuati. Segue Salerno con 830 infrazioni accertate 507 persone denunciate e 189 sequestri effettuati. Al terzo posto la provincia di Caserta con 436 infrazioni accertate, 316 persone denunciate o arrestate, 86 sequestri effettuati. Al quarto la nostra terra, la fertile Irpinia – sotto tutti i punti di vista -: Avellino, infatti, nel rapporto di Legambiente si attesta con 366 le infrazioni accertate, 224 le persone denunciate e ben 72 i sequestri giudiziari effettuati. All’ultimo posto il beneventano con 324 infrazioni accertate, 111 persone denunciate e 62 sequestri effettuati. E il primato della Campania si estende anche al ciclo del cemento e dei rifiuti e nel numero delle case abusive costruite nel 2004. “L’ecomafia – ha commentato Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania – si è fatta impresa, criminale naturalmente, lucra su tutto, si insinua negli appalti pubblici, sfrutta le debolezze del Paese in alcuni settori – tra questi la gestione dei rifiuti al Sud è catastrofica ed è un ottimo volano per chi vuole guadagnarci illegalmente -, può reinvestire gli utili senza alcuna pressione fiscale, gode anche di insospettati aiuti di stato”. (Emiliana Bolino)