Avellinocittàideale: politiche sociali allo sbando, non è un problema di fondi

Avellinocittàideale: politiche sociali allo sbando, non è un problema di fondi

26 aprile 2018

Da Avellinocittàideale riceviamo e pubblichiamo

Il dibattito politico e l’attenzione dei media si stanno focalizzando molto sull’autismo, alla luce della ripresa dei lavori di completamento per il centro di Valle. Le istanze di cui farsi carico in ambito sociale sono moltissime e nessuno può essere lasciato indietro. Non vorremmo che, rivisitando Orwell, qualcuno facesse passare il principio che i disabili sotto tutti uguali, ma alcuni sono più disabili di altri.

Le tipologie di disabilità sono numerose e ognuna di esse impone immediata attenzione. Ogni disabilità necessita di speciali misure e piani di intervento, tuttavia ad oggi si ignora ancora l’importanza di figure professionali e di progetti atti a restituire al disabile e alla sua famiglia la possibilità di una vita quanto più dignitosa possibile. Per fare un esempio concreto, i bambini sordi a scuola dovrebbero essere affiancati da assistenti alla comunicazione e all’autonomia, ossia operatori socio-educativi che intervengono con il metodo più adeguato (LIS, bimodale, oralista) per facilitare la comunicazione dell’alunno all’interno della classe e favorirne l’apprendimento e l’integrazione.

A differenza dell’insegnante di sostegno, l’assistente alla comunicazione è una figura assegnata al singolo alunno. L’individuazione di questi operatori è affidata agli Enti locali e avviene quindi attraverso bandi comunali, se si tratta di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Da anni ad Avellino si provvede a fornire questo tipo di assistenza con estremo ritardo, lasciando gli alunni sordi sprovvisti di affiancamento straordinario per più di metà anno scolastico e adducendo come motivazione la “mancanza di fondi”. Non mancano i fondi, ma la capacità di indirizzo degli stessi.

Occuparsi di sociale significa acquisire la consapevolezza che non si tratti di un campo isolato, dove poter ammettere approssimazione, si tratta, invece, di tenere a metro di civiltà e sviluppo un anello della catena profondamente legato ad ogni aspetto della quotidianità e della cultura. Il sociale non può e non deve essere oggetto di compra-vendite, non può e non deve essere elemosina elettorale. Saremo vigili, approfondiremo le questioni e faremo le nostre proposte. #Avellinocittàideale è anche Avellino città sociale.