Avellino – Vertenza ex Cecchini: oggi vertice all’Asa

6 marzo 2006

Avellino – Dal 26 gennaio ad oggi nessuna novità sul fronte lavorativo dei 32 operai dell’ex Cecchini. Eppure quel giovedì, dopo la sottoscrizione del contratto avente ad oggetto il trasferimento delle maestranze dalla Fibe alla Asa, sembrava davvero chiusa la vertenza. Ma come spiega Michele Caso della Cisl “…è ancora tutto in alto mare. I lavoratori non hanno ancora avviato alcuna prestazione presso l’Avellino Servizi Ambientali. Sono trascorsi oltre trentacinque giorni da quel vertice in Prefettura ma le promesse non sono state mantenute. La scorsa settimana abbiamo protestato e, con gentilezza e garbo, il presidente Angelo Romano ha voluto fissare ad oggi l’incontro per discutere dei 32 lavoratori”. Insomma una vertenza chiusa ufficialmente ma non praticamente. “Con la stipulazione abbiamo previsto per i primi tempi, – ricorda Caso – un lavoro part-time: un passaggio fondamentale per assicurare all’Asa la riorganizzazione della pianta organica in attesa dell’arrivo del nuovo parco mezzi. Nel contratto abbiamo incluso inoltre, la clausola dell’assunzione a full-time delle 32 maestranze una volta sistemato l’assetto”. Ricordiamo che nel corso della lunga e complessa vertenza, la presa di posizione dei lavoratori e del Sindacato non è di certo passata inosservata, anzi. Come dimenticare il blocco dei camion in entrata ed in uscita dal Cdr di Pianodardine. Correva il primo settembre 2005: la ‘carica’ dei 32 lavoratori bloccò l’impianto di compostaggio del Nucleo Industriale di Pianodardine. Gli operai si incatenarono ai mezzi ed in più occasioni la situazione si è fatta incandescente e dai toni accesi a causa del mancato assorbimento nell’organico da parte della Fibe. La vertenza dei lavoratori ex Cecchini è esplosa alla fine del 2004: ha tenuto sospese le sorti degli operai legati alla Fibe da un contratto di lavoro a tempo determinato. Scaduto il vincolo giuridico le speranze di un futuro assicurato sono venute meno, di qui la rabbia. Ci si attendeva una proroga di almeno tre mesi ed il seguente rinnovo del contratto per la durata di un anno. Ma ciò non è avvenuto. Per le 32 unità coinvolte, dunque, è scattata la messa in mobilità. Una protesta proseguita nel tempo…sit-in, manifestazioni, incontri che si sono conclusi solo il 26 gennaio, il giorno della chiusura della vertenza. Oggi dunque non si chiederà l’assunzione a tempo pieno ma il rispetto degli accordi presi in Prefettura ovvero il ritorno a lavoro degli operai ex Cecchini “…non pretendiamo nulla di eccezionale, solo il rispetto dei patti”. ( Di Emiliana Bolino)