L’Avellino ha il vento in coppa: Di Paolantonio stende il Bari

L’Avellino ha il vento in coppa: Di Paolantonio stende il Bari

18 agosto 2019

di Claudio De Vito. L’Avellino non si limita al compitino, anzi compie l’impresa piegando il Bari e passando il turno. Al Partenio-Lombardi finisce 1-0 grazie al rigore realizzato da Di Paolantonio ad inizio ripresa. Strenua la resistenza biancoverde di fronte alla corazzata biancorossa costretta ad arrendersi al cuore e all’organizzazione dei lupi scesi in campo determinati e sostenuti da una degna cornice di pubblico.

Ignoffo cambia tre pedine rispetto al 2-2 di Pagani. Dentro Abibi tra i pali, e Celjak e Micovschi sugli esterni. Morero e Di Paolantonio stringono i denti. In attacco l’unico tandem possibile è Alfageme-Albadoro. Confermato invece il 4-4-2 per il Bari con Simeri e Antenucci di punta. Out Costa a sorpresa sulla sinistra difensiva: Berra si sposta sull’out mancino e Corsinelli agisce a destra. Chance per Schiavone a centrocampo.

Gli ospiti la mettono subito sul ritmo facendo valere la migliore condizione atletica e al 7′ provano ad affondare il colpo. Lancio col contagiri di Schiavone da centrocampo per Simeri, Abibi esce alla disperata ed intercetta fortunosamente col petto la zampata dell’attaccante poco fuori l’area di rigore. Ancora più ghiotta invece la chance per Perrotta che al quarto d’ora esatto sbuca sul secondo palo sugli sviluppi di un angolo e con la porta vuota da un metro spara alto in spaccata.

Un minuto dopo finalmente la replica dell’Avellino con lo scatenato Micovschi che accelera, scambia con Albadoro e sfonda dalla sinistra, poi sul più bello Perrotta mura in angolo il diagonale mancino. Il Bari ribatte colpo su colpo: al 19′ Abibi smanaccia malamente un campanile su punizione dalla destra, la palla giunge al limite ad Antenucci la cui conclusione però diventa facile preda dell’estremo difensore albanese.

L’Avellino è vivo e lo dimostra al 23′ con Di Paolantonio che sceglie la soluzione dalla distanza per scaldare i guanti a Frattali: tiro preciso dai venti metri ma troppo fianco per creare grattacapi al portiere biancorosso. Il pallino del gioco però resta in mano ai pugliesi che aprono l’arcigna cintura difensiva biancoverde al 32′ con un taglio in area per Terrani, il dribbling dell’esterno su Celjak e poi il destro verso la porta smorzato in corner dall’opposizione di Zullo.

Ancora Bari al 35′, questa volta su palla inattiva: Schiavone scodella dalla destra per la testa di Sabbione che in cielo ma non inquadra di un soffio lo specchio della porta. E’ un monologo biancorosso che prosegue un giro di lancette dopo con Scavone che si presenta al tiro quasi dal limite con la sassata di sinistro che sorvola di poco la traversa. Lo emula quasi il solito Di Paolantonio che non ci pensa su due volte e sul traversone sporcato fuori area di Celjak calcia al volo di collo destro con palla che non impensierisce Frattali. Non accade più nulla fino al duplice fischio dell’arbitro che pone fine alle fatiche della prima frazione.

La ripresa si apre con un cambio per parte: Njie dà respiro a Morero tra le fila biancoverdi, dall’altro parte Costa si riprende la fascia sinistra rimpiazzando Berra. E ancora una volta i cambi danno ragione a Ignoffo premiato dallo sfondamento di Njie in area, Perrotta lo stoppa con un tocco di braccio. L’arbitro non può far altro che concedere il calcio di rigore che al 7′ Di Paolantonio trasforma spiazzando Frattali. E’ il tripudio in un Partenio-Lombardi letteralmente elettrizzato dall’esecuzione del regista biancoverde.

Il Bari non reagisce e Cornacchini prova a scuoterlo con l’inserimento di Floriano e Neglia sviluppando così una trazione anteriore ancora più spiccata. Ignoffo allora si copre inserendo Parisi al posto di Albadoro: il 3-5-2 viene leggermente snaturato con Micovschi uomo più vicino all’unica punta Alfageme. Per rintracciare il Bari nei pressi dell’area biancoverde bisogna attendere il 27′ quando Floriano calcia al volo sugli sviluppi di un angolo, il suo destro non è per niente male e termina di poco lontano dalla porta.

Ma i galletti fanno fatica a sfondare complice il rigore tattico nel non possesso dei padroni di casa. Cornacchini allora tenta il tutto per tutto giocandosi la carta Ferrari al posto di Scavone per gli ultimi dieci minuti. E’ l’Avellino però ad averne ancora con Alfageme che riceve palla largo a sinistra, corre verso la porta ma la conclusione viene smorzata dalla deviazione di un difensore verso il primo palo dove Frattali è sicuro nella presa a terra.

Nel finale la fa da padrone un crescente nervosismo marchiato a fuoco dai cartellini gialli del direttore di gara Costanza attento a non farsi sfuggire la situazione di mano. Anche quando il Bari reclama due penalty per il tocco con la mano di Celjak giudicato troppo ravvicinato e la caduta di Ferrari non ritenuta meritevole della massima punizione.

Poi al secondo minuto di recupero la chance colossale per Neglia che a tu per tu con il portiere si lascia ipnotizzare da Laezza, monumentale nell’immolarsi per la causa. Proprio come l’Avellino, che riesce a staccare il pass qualificazione per il turno ad eliminazione diretta in programma ad inizio ottobre. Ad una settimana dall’esordio in campionato contro il Catania è già festa per l’Avellino. Chi lo avrebbe mai detto.

Avellino-Bari 1-0, il tabellino.

Marcatori: 7′ st rig. Di Paolantonio.

Avellino (3-5-2): Abibi; Zullo, Morero (1′ st Njie), Laezza; Celjak, Palmisano (11′ st Silvestri), Di Paolantonio, Rossetti, Micovschi; Alfageme, Albadoro (23′ st Parisi).

A disp.: Tonti, Pizzella, Falco, Carbonelli, Saporito, Petrucci, Corcione. All.: Ignoffo.

Bari (4-4-2): Frattali; Berra (1′ st Costa), Sabbione, Perrotta, Corsinelli (20′ st Floriano); Kupisz, Schiavone, Scavone (34′ st Ferrari), Terrani (20′ st Neglia); Antenucci (27′ Folorunsho), Simeri.

A disp.: Marfella, Esposito, Hamlili, Bolzoni, D’Ursi, Feola, Cascione. All.: Cornacchini.

Arbitro: Costanza di Agrigento. Assistenti: Catallo di Frosinone e Tchato di Aprilia.

Note: spettatori paganti 3.212 (di cui 200 ospiti); ammoniti 43′ pt Morero e Terrani per reciproche scorrettezze, 33′ st Abibi per comportamento non regolamentare, 38′ st Laezza, 38′ st Costa, 40′ st Sabbione per gioco scorretto; angoli 3-4; recuperi 1′ pt e 5′ st.