Avellino – Un 40enne tossicodipendente salvato dai Carabinieri

14 settembre 2005

Avellino – E’ stato salvato in extremis dai Carabinieri della Compagnia di Avellino un 40enne residente nella città capoluogo, tossicodipendente, disoccupato e celibe. L’uomo, nella tarda serata, ha cercato di porre fine alla sua esistenza perchè “ferito” psicologicamente dal suo non essere stato in grado di imboccare la via d’uscita dal tunnel della droga. Una strada buia, dal percorso difficile e scosceso, nella quale il 40enne sarebbe da alcuni anni “imbrigliato”. La cocaina, l’eroina hanno distrutto il suo fisico, la sua mente. Tante sono state le richieste di aiuto, gli S.O.S.. Ma, purtroppo, la sua dipendenza alla droga diventa sempre più presente. Tant’è che neppure l’ultimo tentativo di disintossicazione va in porto. Stanco dei quotidiani fallimenti, abbattuto dalla necessità di iniettarsi nelle sue vene quel “pane” che ormai è diventato bene primario per la sua quotidianità, l’uomo ha cercato di porre fine alla sua travagliata esistenza. Voleva dare un taglio al suo calvario lanciandosi giù nel vuoto, dal ponte della Ferriera. E, dopo aver fumato l’ultima sigaretta, con le lacrime che ancora scorrevano sul suo viso, il 40enne è salito sul muretto del ponte, proprio a pochi metri di distanza da dove, circa due mesi fa, si tolse la vita una giovane madre. Mentre si stava per lanciare, il destino ha voluto che giungessero in tempo i Carabinieri guidati dal Tenente Stefano Di Napoli, impegnati in pattugliamento per le strade della città. I militari sono accorsi in aiuto all’uomo. E, mentre il corpo del 40enne si era ormai sbilanciato verso il vuoto, i Carabinieri sono riusciti a bloccarlo, afferrandolo per un braccio. L’uomo si è accasciato con la testa sulla spalla di uno dei militari ed è scoppiato in lacrime. Un pianto liberatorio, di richiesta di aiuto. Vuole uscire dal tunnel della droga, ha raccontato agli uomini della Benemerita, ma fino ad oggi i suoi tentativi sono tutti falliti. Lo hanno accompagnato nel vicino bar. Gli hanno offerto una camomilla. Lo volevano far ricoverare. Ma lui ha rifiutato. Ha promesso a se stesso di impegnarsi, con tutte le forze, affinchè la droga diventi solo la brutta storia della sua vita. Storia che un giorno, forse, riuscirà a dimenticare. (Emiliana Bolino)