Avellino tra le città più inquinate d’Italia, il rapporto di Legambiente

Avellino tra le città più inquinate d’Italia, il rapporto di Legambiente

9 febbraio 2016

I numeri lasciano poco spazio alle interpretazioni: Legambiente ha da poco pubblicato il rapporto Mal’aria di città 2016. Lo scorso anno ben 48 capoluoghi di provincia dello Stivale – ovvero più della metà del totale – ha visto le concentrazioni di Pm10, misurate dalle centraline di rilevamento, superare il limite di legge di 50 microgrammi per metro cubo per più di 35 giorni. Periodo che rappresenta il numero massimo di superamenti consentiti dalla legge in un anno.

Frosinone è la città più inquinata d’Italia con la poco invidiabile quota di 115 giornate in cui la concentrazione di Pm10 è stata superiore al consentito. Al Sud Italia la città più inquinata è Napoli con 75 giorni di aria irrespirabile. Curioso che cinque tra i sei capoluoghi di provincia del Mezzogiorno – con l’inquinamento oltre il limite consentito – si trovino in Campania, fatta eccezione ovviamente per Palermo (69).

Benevento, con 74 giorni di aria irrespirabile, è quasi alla pari con la città partenopea, seguono nell’ordine Caserta, Avellino e Salerno.

Il rapporto di Legambiente

Il rapporto di Legambiente

La nostra città si posiziona al quarto posto dei capoluoghi meridionali con 50 giornate di aria irrespirabile, ciò significa che per oltre un mese nelle città dei quadranti non si è respirato.

Il Pm10 ferma la sua corsa nei bronchioli, mentre il Pm2,5 –  ovvero il cosiddetto particolato fine, particelle le cui dimensioni non superano un quarto di centesimo di millimetro – è in grado di penetrare nei polmoni e fortunatamente in questo caso siamo sotto il limite (appena venti giorni, anche se i valori censiti da Legambiente fanno riferimento al 2014 e riguardano il valore medio annuo registrato dalle centraline).

Ma quali sono le cause dell’inquinamento?

Il principale indiziato è il riscaldamento, che è responsabile dell’emissione di 1,93 milioni di tonnellate di inquinanti l’anno su un totale di 4,65. Sono le caldaie, in particolare, la prima causa delle emissioni di CO2, con 1,5 milioni di tonnellate l’anno, e di Pm10, con 115mila. Un valore oltre quattro volte superiore alle 23mila tonnellate di particolato emesse nell’atmosfera dalle auto.

Ciò significa che quando i sindaci bloccano la circolazione per ridurre l’inquinamento agiscono sulla causa sbagliata, o almeno non su quella principale.

Come affrontare il problema?

Incrementare il trasporto su ferro, costruire nuove piste ciclabili nelle aree urbane, limitare la circolazione dei veicoli alimentati a gasolio e estendere su tutto il territorio nazionale il modello dell’Area C di Milano. Queste le proposte di Legambiente, in modo da evitare che la situazione dell’aria nelle città italiane sia ancora come quella descritta dal rapporto.