Avellino – Sviluppo e occupabilità: parte il Progetto Creso

13 marzo 2006

Avellino – Sperimentare azioni a supporto del settore turistico ed enogastronomico locale, attuare azioni di riqualificazione delle professioni rurali esistenti, definire nuovi profili professionali, favorire la creazione di impresa: parte il Progetto Creso. Presentato questa mattina, presso la Camera di Commercio di Avellino (erano presenti l’assessore Provinciale Eugenio Salvatore, Giampiero De La Feld Amministratore Unico Enco, Silvia Barbone, responsabile del progetto, Mirella Stampa Barracco Presidente Fondazione Napoli ’99, Bruno Falzarano Amministratore Delegato Sviluppo Italia Campania, Enzo Luciano Responsabile Regione Campania Slow Food, Adriano Russo Amministratore Unico Cantine Terranera Srl, Giuseppe Solimine Presidente Comunità Montana Ufita) il piano di Crescita delle risorse enogastronomiche per lo sviluppo e l’occupabilità si rivolge ad un target di soggetti ‘territorialmente deboli’, dal punto di vista dell’impiego professionale, residenti nelle province di Avellino e Benevento. Quattro le tappe fondamentali del percorso programmatico di Creso: identità territoriale (attività di ricerca finalizzata a delineare un profilo puntuale del sistema turistico ed enogastronomico locale attraverso la promozione e la diffusione del patrimonio turistico-culturale); percorsi di apprendimento (previsto un corso di formazione per ‘Esperto dei processi di sviluppo nel settore turistico-enogastronomico’ finalizzato al trasferimento di competenze adeguate alla valorizzazione delle risorse e delle potenzialità del territorio); economia del gusto (promozione di una rete di cooperazione nazionale tra le piccole imprese per la creazione di un Networking dell’economia del gusto per la sperimentazione e la diffusione di nuovi modelli di commercializzazione); comunicare il gusto (diffusione dei risultati progettuali). Insomma un’idea strategica, inserita in un contesto territoriale a vocazione turistica, che sperimenta l’idea di un sistema integrato di interventi. Il fine resta ambizioso: generare occupazione.