Avellino, si naviga a vista

Avellino, si naviga a vista

19 marzo 2018

Claudio De Vito – Il pareggio con il Pescara ha servito un brodino caldo alla mensa di un Avellino che, affamato di riscatto, avrebbe certamente gradito un banchetto ben più invitante a cena. C’è stato però da fare i conti con i tempi di magra per via dei soliti cali di concentrazione che generano orrori difensivi e delle consolidate lacune sul piano del gioco che fatica ad essere espresso.

Il rischio è di risultare ripetitivi rispetto all’analisi del derby. L’Avellino continua a non avere una manovra fluida, affidandosi spesso a lanci lunghi dalle retrovie e a cross dalla trequarti facilmente leggibili dalle difese avversarie. Insomma al di là dei risultati, l’Avellino fatica ad esprimersi e ad imporsi nell’arco dei novanta minuti lasciando sempre l’iniziativa all’avversario. E’ una squadra scontata e prevedibile.

Il gioco latita, il copione è sempre lo stesso ma Walter Novellino rimane in sella. E’ bastato il gol di Francesco Di Tacchio a blindare il tecnico di Montemarano che diversamente avrebbe innescato una seria riflessione all’interno della società. La sconfitta che stava maturando fino all’86’ avrebbe portato a valutare l’esonero dell’allenatore, ma evidentemente il punto conquistato ha accontentato tutti.

La netta sensazione è che l’Avellino navighi a vista a tutti livelli: societario, oltre che tecnico. Se si considera la crisi per il pagamento degli stipendi poi scongiurata dall’intervento di Italpol, si fa fatica a pensare come l’attuale società possa farsi carico di due allenatori a libro paga (il contratto di Walter Novellino scade nel 2019 con clausola risolutiva automatica in caso di retrocessione).

E di dimissioni nemmeno a parlarne come ha sottolineato proprio il tecnico nella conferenza stampa pre-partita: “Non è dignitoso da parte mia lasciare una barca in difficoltà”. Va anche detto però che a Walter Novellino non ne va bene una in termini di infortuni, l’ultimo occorso ieri dopo soli due giri di lancette a Soufiane Bidaoui. La componente di sfortuna c’è, però è l’intero contesto di squadra a non funzionare e se vengono anche i singoli di qualità con i loro spunti – ai quali ci si aggrappa – diventa davvero dura.

Walter Novellino ha già fatto sapere di voler tornare alle due punte probabilmente in nome di un classico 4-4-2 con Davide Gavazzi che andrebbe a ricoprire un ruolo sull’esterno. L’ennesima mossa per provare a cambiare il corso di una stagione finora deludente e senza un briciolo di continuità, nemmeno nell’aurea fase iniziale. E allora non resta che consolarsi con la doppia rimonta di ieri che ha offerto almeno una risposta caratteriale dopo il tracollo dell’ “Arechi”. Chi si accontenta gode. Beato chi ci riesce con due punti di vantaggio sulla zona playout.