Avellino, sequestrati funghi porcini cinesi venduti come italiani

7 giugno 2013

Il Corpo Forestale dello Stato ha posto sotto sequestro diverse confezioni contenenti funghi porcini secchi (Boletus Edulis e relativo gruppo) provenienti dalla Cina, ma commercializzati come prodotto italiano, nell’ambito di una vasta operazione nel settore agroalimentare estesa alle Regioni Campania, Abruzzo, Lazio e Molise. Il sequestro è stato coordinato dal Comando Provinciale del Corpo Forestale di Benevento su espressa delega della Procura della Repubblica del capoluogo molisano e materialmente eseguito dal Comando Provinciale delegato, unitamente a quello di Campobasso, Napoli, Salerno, Frosinone, Chieti, Isernia ed Avellino.

Le confezioni di funghi porcini, distribuite da una ditta operante nel capoluogo molisano, venivano commercializzate sugli scaffali di noti supermercati con etichette riportanti in modo esplicito il riferimento alla nazionalità italiana quale paese di origine del prodotto, ingannando palesemente il consumatore finale.

L’Operazione “ Por-Cina2”, avviata nel mese di Maggio, è scaturita da una puntuale verifica amministrativa presso un noto supermercato sannita e concretizzata dal predetto personale Forestale unitamente a quello dell’Ispettorato Micologico Dipartimento di Prevenzione ASL BN1. In particolare durante il controllo veniva acclarata la presenza di confezioni di funghi porcini secchi che riportavano in etichetta un tempo di durabilità superiore al massimo consentito per legge, corrispondente ad un anno dalla data di confezionamento.

Ancora, a seguito della verifica afferente la tracciabilità del prodotto ed in considerazione di quanto riportato in etichetta circa l’origine italiana dello stesso, è stato possibile appurare (anche con l’ausilio del personale Forestale di Campobasso) che i funghi oggetto di sequestro, attraverso una fitta rete di distribuzione venivano semplicemente confezionati e smistati da una ditta molisana, essendo in realtà di origine cinese.

L’operazione ancora in corso, conferma l’attenzione rivolta dal Corpo forestale dello Stato nel perseguimento delle sempre più numerose frodi alimentari, a garanzia del vero Made in Italy, ma soprattutto per tutelare “l’ignaro” consumatore finale.