Avellino – Sciopero del settore edile: ecco i motivi del ‘disagio’

14 marzo 2006

Il settore edile sciopera. “Dopo cinque mesi di inutili e snervanti trattative con l’Ance per il rinnovo del secondo biennio contrattuale del Contratto Nazionale e per il rinnovo del secondo biennio contrattuale del Contratto Nazionale e per il rinnovo dell’Integrativo provinciale, lo sciopero è la risposta del sindacato delle Costruzioni a posizione assunte che sono di chiusura e addirittura contraddittorie nonostante un trend di dieci anni di continua crescita nazionale del settore costruzioni: il sindacato – dichiara Mario Melchionna – si trova di fronte ad una posizione dettata dal prevalere delle opinioni più retrive dell’Associazioni dei Costruttori che persegue il tentativo di modificare le norme sulla mobilità dei lavoratori nel mercato nazionale4, con l’unico intento di diminuire i costi e rendere ancora più difficile il controllo di un mercato del lavoro che è caratterizzato incisivamente da lavoro nero e da evasione contributiva e retributiva. Ai circa 1.200.000 addetti del settore edile in Italia vengono negati 81 euro per il recupero salariale dovuto all’inflazione e 79 euro per l’incremento dell’elemento economico territoriale. Si aggiunga la richiesta di vanificare la normativa contrattuale e legislativa sulla responsabilità in solido tra appaltatore e subappaltatore per gli obblighi nei confronti dei lavoratori da questi ultimi dipendenti”. “Nel 2005 per responsabilità imputabili alle inefficienti manovre finanziarie del governo Berlusconi, il numero degli appalti a livello nazionale è diminuito del 4.1% e del 7.5% negli importi complessivi. Nonostante tutto, nel settore delle costruzioni abbiamo registrato una crescita media dell’occupazione del 23% e del 19% del fatturato. Mentre in provincia di Avellino gli appalti sono aumentati del 13% circa rispetto all’anno 2004”. Per quanto riguarda l’offerta di lavoro: “Rispetto al 2004 c’è stata una lieve riduzione pari allo 0.1%. Il numero degli occupati è risultato pari a 22.542.000 unità, manifestando un aumento su base annua dello 0.3%… Sempre nel 2005 il numero delle persone in cerca di occupazione è risultato pari a 1.726.000 unità in flessione del 4.1% rispetto al 2004”. E ancora in Provincia di Avellino nel primo semestre del 2005 si sono iscritte alla Camera di Commercio 1.627 nuove imprese. Hanno cessato l’attività 1.150 e quindi oltre 500 imprese in più. E sempre nella nostra provincia le imprese registrate al 30 giugno 2005 sono 44.331 di cui il 71.5% è rappresentato da ditte individuali, il 13.4% da società di capitale, il 12% da società di persone ed il residuo 3.1% da altre forme giuridiche. A questi dati positivi vanno aggiunti altri negativi. Avellino è la seconda in Campania con circa 338 imprese edili chiuse nell’anno 2004 equivalente al 8.18% delle aziende del settore”. Da qui il monito: “Se gli imprenditori non abbandoneranno le loro posizioni pregiudiziali saremo costretti a scioperare fino a quando non verranno riconosciuti i nostri diritti”.