Avellino-Rocchetta tra apollineo, dionisiaco e amore in maschera

12 febbraio 2010

Viaggiare con lentezza per scoprire colori, sapori e suoni dell’Irpinia. Sul treno del paesaggio salgono in carrozza la tarantella montemaranese, l’amore di Diego Cavaniglia e Margherita Orsini, la storia dell’Avellino Rocchetta Sant’Antonio, la tradizione irpina del Carnevale e le nuove consuetudini nate per amore della storia locale, ma sale in carrozza anche la cucina tradizionale che segue il ritmo dell’anno, i versi moderni che raccontano un sentimento eterno e soprattutto sale in carrozza la voglia di scoprire il territorio. In_loco_motivi racconta l’Irpinia attraverso il viaggio, un racconto lento che permette di guardare e ri-guardare una terra ricca di storia e storie. Il 14 febbraio, festa degli innamorati che capita quest’anno a ridosso del Carnevale, il Treno Irpino del Paesaggio ferma a Montella e Montemarano per celebrare amor sacro e amor profano.
La prima tappa del viaggio di in_loco_motivi è a San Francesco a Folloni, splendido complesso dei Frati Minori Conventuali, posto al centro dell’Alta Valle del Calore, una delle principali mete del turismo culturale e devozionale irpino, grazie alla sua secolare vocazione di rifugio spirituale (la tradizione fa risalire la fondazione direttamente a San Francesco) e alla imponenza della fabbrica e del suo patrimonio storico artistico (legati ai benefici dei sovrani che si succedettero sul trono di Napoli e alla generosità dei feudatari). Qui si visiterà il plesso monumentale, il museo e la tomba di Diego Cavangilia e Margherita Orsini che è simbolo di amore che dura oltre le vicende terrene. Dopo la morte dell’amato Diego, che cadde combattendo ad Otranto a 28 anni, Margherita fu costretta a seconde nozze per questioni di stato, ma la tenacia del suo amore per Diego è testimoniata dalla tomba che ella volle per sé ai piedi dell’amato, e mai dimenticato, primo marito.
Dopo l’amore sacro di San Francesco a Folloni si farà tappa a Montemarano per celebrare uno dei Carnevale più più tradizionali e importanti della nostra provincia. A Montemerano ancora dopo duemila anni, si ripete e si mette in scena una tradizione secolare caratterizzata da singolari esplosioni di gioia e divertimento attraverso la sfida musicale e danzante tra i diversi gruppi in processione lungo le vie del paese. L’evento si distingue da tutte le altre manifestazioni simili, che si tengono nella zona ed in tante altre parti d’Italia per la spontaneità della partecipazione della popolazione dell’intero paese e non solo pronta a mascherarsi e ad animare, con ritmi frenetici, la tarantella montemaranese.