Avellino-Rocchetta, l’analisi di Pietro Mitrione sulla “questione di ferro”

Avellino-Rocchetta, l’analisi di Pietro Mitrione sulla “questione di ferro”

18 febbraio 2016

La nota di Pietro Mitrione, presidente dell’Associazione In Loco Motivi.

E’ bastata la proposta avanzata dal neo governatore della Campania, Vincenzo De Luca, di elettrificare la linea Salerno Avellino Benevento per far scoprire l’importanza di avere adeguate infrastrutture ferroviarie a servizio di un territorio.

Le sciagurate scelte operate dal precedente governo regionale hanno portato alla cancellazione della ferrovia in Irpinia, addirittura si arrivò anche alla chiusura della stazione ferroviaria di Avellino.

In questi ultimi mesi si è sviluppato intorno alla problematica dei trasporti su ferro nella nostra Irpinia un particolare interesse per la tratta ferroviaria Avellino Lioni Rocchetta.

Non a caso visitando la stazione ferroviaria avellinese, il quartiere di borgo ferrovia e l’Isochimica, il neo governatore De Luca ha voluto testimoniare il suo impegno perché questi luoghi possano rinascere, si potrebbe dire che il dopo Vetrella sia cominciato.

Lo stesso progetto per la realizzazione dell’area vasta recupera la strategicità della ferrovia facendo perno sulla medianità della nostra città fra due grandi opere infrastrutturali su ferro: l’Alta Velocità, esistente, a Salerno e l’Alta Capacità della linea Roma-Napoli-Bari Taranto, da realizzare, a Benevento e fra le due grandi Università a noi attigue: quella del Sannio e quella di Fisciano.

A tale proposta di sviluppo va associata l’ avvenuta realizzazione, dopo circa 20 anni, del raccordo ferroviario a servizio dell’area industriale di Pianodardine. Un completamento che può favorire lo spostamento dalla gomma al ferro di grandi quantità di merci e che da subito può essere utilizzato per la movimentazione delle migliaia di tonnellate di ecoballe stipate da anni a Pianodardine e che debbono essere trasportate ai luoghi previsti per il loro smaltimento.

Da queste considerazioni anche il progetto pilota per le aree interne può determinare una nuova vita per la ferrovia del “cratere”, la Avellino Lioni Rocchetta, sospesa maldestramente, dal 13 dicembre del 2010.

Nelle varie discussioni che hanno caratterizzato la fase di elaborazione delle proposte una parte è stata dedicata proprio al recupero della tratta in questione prevalentemente a scopi turistici allineando, in tal modo, la “Rocchetta” a quanto sta avvenendo nel resto d’Italia per la riconversione di tratte chiuse/dismesse in “ferrovie turistiche”. Anche questa proposta sta trovando sponda progettuale favorevole da parte della regione Campania in particolare dal vice governatore Fulvio Bonavitacola.

Su questo progetto la IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni), ha avviato, nella seduta del 18 giugno 2014, l’esame della proposta di legge C. 1178 Iacono ed altri, recante “Disposizioni per l’istituzione di ferrovie turistiche mediante il reimpiego di linee in disuso o in corso di dismissione situate in aree di particolare pregio naturalistico o archeologico”. Un ddl che recupera analoghi ddl fra i quali quello presentato dal deputato irpino L. Famiglietti ed altri.

Su tale iniziativa legislativa la nostra Associazione è stata invitata a partecipare all’audizione presso tale Commissione, che dovrebbe svolgersi nella giornata di martedì 23 febbraio prossimo, a partire dalle ore 13.30. Si tratta di un importante riconoscimento per l’impegno che in_loco_motivi ha profuso in questi anni ma anche motivo di orgoglio per le tante persone che hanno intrapreso questa battaglia fra le tante disattenzioni interessate ed i tanti conniventi silenzi che hanno caratterizzato la scelta politica della “sospensione” della Avellino Lioni Rocchetta.

La nostra attività non è solo per rivendicare che il tessuto ferroviario esistente venga salvaguardato per garantire il trasporto locale, ma anche che la sua tutela e manutenzione possano contribuire alla valorizzazione dei territori onde permettere percorsi di sviluppo locale incentrati sul risparmio di suolo e contro scempi quali delle trivellazioni petrolifere o della proliferazione di eolico selvaggio. Il turismo ferroviario è diventato una realtà recepita dal Ministero per i beni culturali e da Ferrovie dello Stato attraverso la costituzione di una struttura quale è fondazione FS che partecipa, fra l’altro alla gestione di alcune tratte ferroviarie a scopi turistici, insieme ad Associazioni territoriali. Si aprono, in tal modo, nuove prospettive e inediti terreni di azione e di proposta per il tessuto associativo sia sul piano della valorizzazione dei beni culturali che su quello del mutamento del modello di sviluppo economico. Si tratta di scoperta di paesaggi e di centri minori, di mobilità dolce in cui diverse forme di trasporto lento si integrano, divenendo strumento di una consapevolezza diversa del paesaggio, dove le stazioni disattivate vengono riusate come luoghi di sosta e di ristoro, veri e propri presidi territoriali.

Sono queste le considerazioni alla base della Nona Giornata Nazionale delle Ferrovie non dimenticate che vedrà come ogni anno tantissimi eventi a piedi, in bicicletta e tour su treni storici: un mix dinamico tra gusto e bellezza, tra paesaggio, tradizioni e storia, dal quale possono riemergere emozioni e nuove attribuzioni di significati. Una iniziativa “lunga un mese” dal 6 marzo al 9 aprile.

L’iniziativa irpina della 9° giornata è fissata per domenica 3 aprile ed avrà come location Campo di Nusco, una minuscola stazioncina della ferrovia Avellino Lioni Rocchetta, situata nella vasta e spopolata bellezza del paesaggio irpino. Un evento per ricordare il fascino caratteristico delle piccole stazioni di un tempo: minuscole comunità, spesso isolate e per far rivivere la storica ferrovia Avellino Lioni Rocchetta, sperando che in occasione del bicentenario della nascita del grande irpino Francesco De Sanctis, nel 2017, si possa celebrare anche la riapertura della sua storica ferrovia.