Avellino-Rocchetta, Fiordellisi: “Bene inaugurazione, ma non basta”

Avellino-Rocchetta, Fiordellisi: “Bene inaugurazione, ma non basta”

27 maggio 2018

La nota del segretario generale CGIL Avellino Franco Fiordellisi.

Premetto che quello che sto per dire non vuol negare l’importanza della riattivazione, in quanto tratta di valore storico, della ferrovia Avellino-Rocchetta che si è celebrata in questo fine settimana.

Quindi ben vengano gli investimenti della regione Campania e di #FodazioneFS che ha permesso il conferimento di tratta storica dell’Avellino Rocchetta sospesa dal 2010. Bene tutte le attività messe in piedi da tante associazioni ne cito qualcuna, #inLocomotivi #sponzfest #legambiente #irpiniaturismo e la #CGIL irpina, ma deve essere chiaro che questo è solo un tassello di una visione generale che non emerge, se si vuole definire un modello di sviluppo delle aree Interne, aree montane che si collocano nel mezzogiorno d’Italia.

Perché parlare di Ferrovie dello Stato, di treno storico, in Irpinia, è necessario andare oltre la retorica dell’inaugurazione e incardinare ragionamenti per vere azioni di sistema, e non clientelari, quindi vuol dire parlare di tratte, ovvero di svincoli, mai ultimati in aree industriali a partire da Piaodardine, di investimenti per infrastrutturazione inadeguati, e mai in tempo utile per aiutare lo sviluppo, come l’elettrificazione rispetto alle necessità di trasporto passeggeri e merci!

Infine e non da ultimo dobbiamo ricordare lo scempio isochimica, una delle pochissime se non l’unica azienda, area, in cui gli svincoli ferroviari arrivavano all’interno dello stabilimento. Venerdì c’è stata l’ennesima, drammatica udienza, a Napoli per il processo, in cui gli operai hanno per l’ennesima volta raccontato le condizioni di lavoro disumane e senza la minima protezione per sé e per i “civili” che abitavano a ridosso dello stabilimento.

Quindi parlare di Ferrovia dello Stato in Irpinia vuol dire parlare anche di sviluppo industriale mancato e di infrastrutture fallite o mai ultimate, di una sudditanza verso aziende sia pubbliche che private che hanno lasciato cattedrali nel deserto, scempi ambientali e morti. Chiaramente viviamo in tempi bui, mala tempora currunt, ma c’è l’obbligo di dare nuova linfa vitale alle aree interne e montane irpine e del Sud, la memoria di quello che è stato ci deve servire per non sbagliare nel prossimo futuro, la memoria ci deve servire per chiedere con forza il ritorno del processo Isochimica ad Avellino, proprio perché abbiamo bisogno di sapere e di non essere più sudditi in futuro.

Sia chiaro, qualsiasi investimento di Fodazione FS e di Regione Campaia, in irpinia, non può essere una sorta di azione risarcitoria, su questo aspetto si soffermeranno i tribunali con le sentenze. Il treno storico deve essere una vera scelta, consapevole, per futuro dell’Irpinia, intesa ad uno sviluppo sostenibile, dall’eolico selvaggio, in agguato anche sul parco WWF di Conza d.c., nelle aree Sic e Zps, di tutela reale delle acque, delle falde, dei corsi fluviali da drenaggi eccessivi e da depurazione civile ed industriale inadeguata, da aziende invasive che non vengono controllate adeguatamente e che, per la mancanza di Lavoro, non rispettano tutti i crismi e vincoli di legge; porre la massima attenzione dalla cementificazione fine a se stessa nel proliferare di PIP, nella prossima gestione delle ZES e logistica, riaffermare la manutenzione, riuso e sistemazione di opifici e aree urbanizzate abbandonate a loro stesse. Così come per un vero turismo compatibile e sostenibile si deve Attivare l’agenzia per il turismo che coordini le vere iniziative utili ai fini turistici e non alimenti le sagre e sagrette.

In sostanza auspico che l’ennesima inaugurazione della tratta ferroviaria Avellino-Rocchetta Sant’Antonio (Fg), l’impegno delle associazioni, della società civile, della CGIL Irpina sia da reale svolta che permetta a chi, giovani e meno giovani, ha deciso, pervicacemente, di restare in Irpinia e che in questo un modo si possano, devono, rilanciare le aree industriali semi vuote dell’alta Irpinia, di rilanciare una verifica e tenuta ambientale, di una risposta ai carenti trasporti locali, e dei servizi pubblici, di riprendere i sostanza le fila di uno sviluppo, realmente, sostenibile e non straccione e clientelare come accaduto i questi anni!

Queste volontà permettono la Restanza oltre i proclami, che sotto ogni elezione sia politica che amministrativa vengono fatti.