Avellino – Rincaro prezzi: domani lo sciopero della spesa

13 settembre 2005

Avellino – In Irpinia il peso degli aumenti si fa sentire su luce, gas e banche che d’ora in poi si faranno pagare anche la domiciliazione delle bollette, gratuita in passato. Aumenti anche per i trasporti su cui ha pesato l’enorme lievitazione degli abbonamenti mensili Unicocampania, in particolare sulla tratta Avellino-Napoli. Tra affitti, spese condominiali, pulizia giardini e tasse Ici l’aumento graverà anche sulla casa. Questi i motivi alla base dello sciopero indetto dalla Federconsumatori di Avellino per domani e a cui sono invitati ad aderire i 119 sindaci dei comuni irpini al fine di protestare contro i drastici tagli delle spese sociali imposti dal Governo. “Nella giornata di domani ogni cittadino dovrà rinunciare ad almeno un acquisto e dalle 11.30 alle 13.30 tutti i negozi, sedi di fornitori di servizi, pompe di benzina, banche, uffici postali saranno disertati da chi ha intenzione di migliorare le condizioni di vita dei consumatori. Il Governo e il Parlamento sono inerti di fronte alla crisi che attanaglia le famiglie il 30 per cento delle quali ha dovuto rinunciare anche alle ferie. E si avvicinano paurosamente le scadenze dei moltissimi indebitamenti con il micidiale sistema del credito al consumo che porterà numerosi nuclei familiari sull’orlo del fallimento. Intanto i prezzi si fermano ma non diminuiscono. I consumatori protestano per ottenere il ribasso del 20 per cento dei prezzi e delle polizze Rc-auto che, in seguito alla diminuzione degli incidenti, fanno ingrassare ulteriormente le compagnie prive di concorrenza. A questo punti chiediamo saldi liberi, l’applicazione del decreto sugli sconti dei farmaci e il permesso a tutti i commercianti di esporre durante l’anno nella ‘vetrina delle occasioni’ i prodotti scontati e mercati di vendita diretta di prodotti ortofrutticoli dagli agricoltori ai consumatori. Allo sciopero invitiamo ad aderire tutte le associazioni, i partiti, i sindacati e soprattutto i sindaci che per i tagli feroci ai finanziamenti statali hanno dovuto eliminare servizi sociali essenziali. Si chiede anche il blocco di tutte le tariffe ancora sotto il controllo pubblico come avvenuto per la luce; la diminuzione dell’Iva sul gas e delle accise sulla benzina”.