Avellino, ricorso con Chiacchio: scatta la strategia difensiva

Avellino, ricorso con Chiacchio: scatta la strategia difensiva

21 luglio 2018

di Claudio De Vito – E’ tempo di preparare la difesa per l’Avellino alle prese con la grana iscrizione. Non è finita per i lupi che dopo la bocciatura-bis federale si appresta a rivolgersi al Collegio di Garanzia del Coni con la fiducia manifestata nelle ultime ore da Walter Taccone. Con una buona strategia difensiva la si può spuntare davanti al Collegio del Comitato Olimpico.

In campo è pronto a scendere Eduardo Chiacchio che in serata avrà un contatto con esponenti della società per definire il da farsi in vista del deposito del ricorso al Collegio che andrà inoltrato entro le 21 di lunedì 23 luglio. La pronuncia è attesa per fine mese o al massimo inizio agosto. Se ne saprà di più dopo il deposito del ricorso. Intanto però si è già mosso il suo studio con l’avvocato Giampaolo Calò scortato da un pool di professori di diritto assicurativo, i quali hanno dato vita ad una sorta di tavola rotonda a supporto dell’Avellino.

Chiacchio al fianco del club biancoverde. E’ questo lo scenario che si staglia all’orizzonte e che rincuora i tifosi biancoverdi preoccupati dal possibile forfait del noto legale partenopeo, il principe del diritto sportivo. Ci sarà però da battagliare anche con i terzi interessati, cioè quei club che ambiscono al ripescaggio al posto dell’Avellino. Una strategia difensiva complessa e articolata che dovrebbe smontare la tesi della Covisoc che ha portato al semaforo rosso della Figc.

L’obiettivo è ripristinare la validità della prima fideiussione di Onix Asigurari per la quale, secondo l’Avellino, varrebbe l’indice di solvibilità e non il “rating indipendente ed oggettivo” richiesto dai parametri economico-finanziari della Covisoc. E poi ci sarebbe un vizio di forma sulla comunicazione dell’organo di revisione contabile giunta oltre le 21 del 12 luglio (alle 21.30) e pertanto da intendersi effettuata il 13 luglio. Di conseguenza il club biancoverde avrebbe dovuto usufruire di un giorno ulteriore rispetto al termine delle 19 del 16 luglio per regolarizzare la propria posizione.