Avellino – Rampa S. Francesco: la proposta di Fare Verde

6 marzo 2006

Avellino – Il muro di cemento edificato su rampa S. Francesco Saverio ha tenuto viva negli ultimi giorni l’attenzione dei media e della cittadinanza. Ora l’intervento del presidente dell’associazione Fare Verde, Pasquale Matarazzo. “Ad un occhio attento anche la prospettiva appare ‘errata’. Piazza Dogana, già martoriata architettonicamente dall’insensibilità di chi non sa mediare una situazione che si trascina oramai da più di 20 anni, era invisibile, si scorgeva solo un lembo di celo, stessa cosa per il Re di Bronzo, per il quale forse si sarebbe trovata una soluzione sollevando il basamento, pur di renderlo visibile, di questi tempi bisogna aspettarsi di tutto. A breve partiranno i lavori per la riqualificazione della Collina della Terra e sorge una preoccupazione: non è che all’improvviso affianco al Duomo possa sorgere un altro mostro in cemento nonostante in più occasioni, i lungimiranti amministratori di questa città, abbiano confermato la scelta di un progetto che preveda nella zona più vuoti che pieni? L’associazione Fare Verde ha creduto nel binomio natura-storia, perché esse si completano e partecipano al progetto di vivibilità e di identità di cui la città di Avellino ha fortemente bisogno. Una città che necessita di un vero e proprio ‘Rinascimento’ urbanistico tenendo conto dello stato dei luoghi, rafforzando, ma non stravolgendo l’anima costruita dai Caracciolo. Ancora una volta vorrei manifestare al sindaco tutta la mia rabbia, per quanto accaduto in rampa San Franceso Saverio, ma ancora una volta l’amore per la città mi porta a proporre soluzioni per migliorare la vivibilità nella nostra città. La storia ci dà ancora una volta una mano. Basterebbe mantenere ampi gli scalini che degradano verso la chiesa di Santa Rita, posizionando su ognuno di essi delle panchine affiancando alle stesse dei vasi artistici in terracotta nei quali posizionare delle piante, oppure, ricavare degli spazi per alberature di piccolo fusto, possibilmente da fiore. Nella zona non esiste uno scorcio così caratteristico che valorizzerebbe l’accesso alla chiesa di San Francesco Saverio e a via Duomo”.