Avellino, primo meeting del progetto “Villages of tradition”

10 dicembre 2013

Avellino – Italia, Francia e Romania ad Avellino per il primo meeting di “Villages of Tradition”, progetto internazionale di cooperazione che coinvolge i Gal irpini, campani, francesi e romeni e che vede il Gal Partenio quale soggetto capofila. Attraverso “Villages of Tradition”, progetto sviluppato nell’ambito dell’Asse 4 Leader, si è dato vita ad una rete europea del turismo rurale, un network internazionale composto dai Gal Partenio (capofila), Cilsi, Irpinia, Serinese Solofrana, Taburno (Benevento), Colline Salernitane (Salerno), Casacastra (Salerno), Othe Armance (Francia) e Timis Torontal Barzava (Romania).
L’accordo di cooperazione muoverà i suoi primi passi proprio ad Avellino nell’ambito del primo meeting di Villages of Tradition, in programma mercoledì 11 dicembre: alle ore 9.30, presso il Circolo della Stampa di Avellino, si terrà un primo momento di confronto, principalmente sulle norme che andranno a costituire il disciplinare che dovrà essere adottato dagli Stati membri del network, e che segnerà l’avvio della fase progettuale; a seguire ci si sposterà a Montefusco e Bisaccia per una visita a due dei villaggi che fanno parte della rete internazionale. All’incontro parteciperanno, oltre ai presidenti e ai coordinatori dei Gal irpini e campani, anche il presidente del Gal Timis Torontal Barzava dalla Romania, Gigi Duta, e, dalla Francia, il presidente del Gal Othe Armance, Gérard Caillat, il coordinatore Steven Delai, il sindaco di Ervy-le-Châtel, Roger Bataille, e la responsabile del consiglio regionale di Champagne-Ardenne, Adeline Henry.
“Villages of Tradition” si pone quale obiettivo lo sviluppo e la promozione del turismo rurale attraverso una intensa attività di animazione, comunicazione, marketing e strumenti innovativi operativi, in grado di supportare la creazione di una rete di villaggi europei, possibile meta di viaggiatori che prediligono la scoperta di luoghi realmente caratteristici, con le proprie tradizioni e tipicità che provengono dalla storia di un territorio, senza finzioni né paesaggi artefatti a misura di turista. Oltre all’aspetto turistico, il progetto di cooperazione internazionale si propone anche di tutelare e salvaguardare il patrimonio culturale dei luoghi interessati.