‘Avellino non si tocca’: operai contestano Scajola. Sindacati delusi

15 marzo 2010

‘Avellino non si tocca’. Un coro si è levato dall’ingresso di Palazzo Caracciolo dove circa 400 operai della Fma e dell’intero indotto metalmeccanico e una delegazione dei lavoratori Alvi ha atteso con trepidazione l’arrivo del Ministro Claudio Scajola. Imponente il servizio d’ordine disposto in occasione dell’arrivo dell’esponente del governo: un cordone di poliziotti ha tenuto infatti a debita distanza dall’ingresso della Provincia, per motivi di ordine pubblico, i manifestanti.
L’esponente del governo Berlusconi, giunto all’ingresso dell’ente di Piazza Libertà è stato letteralmente accerchiato ed ha affrontato senza remore la folla dei manifestanti, ascoltando le richieste degli operai che tuttavia non hanno risparmiato cori di scherno. “Ladri, ladri, vergogna, vergogna”: disappunto e rabbia con tanto di slogan e striscioni per chiedere al governo lavoro e dignità.

Scajola ha poi raggiunto la sala Grasso dove si è trattenuto in un vertice con il Presidente Cosimo Sibilia, la giunta provinciale, Silvio Sarno, Costantino Capone, i segretari delle sigle sindacali al completo, Giuseppe Gargani e Marco Pugliese.
Un incontro della durata di circa 45 minuti prima che il ministro raggiungesse nuovamente i manifestanti per fornire loro spiegazioni e rassicurazioni.

Un “incontro doveroso con le parti sociali della Fma”, così lo ha definito, nella speranza di “creare insieme un clima di coesione sociale”.
“La Fiat – ha spiegato – non è un’azienda in crisi ma un gruppo in crescita nel mondo e lo dimostra l’accordo con Chrysler. Ora però questa crescita deve tradursi anche in Italia”.
La Fiat inoltre, secondo quanto riferito da Scajola “ha già dato rassicurazioni per aumentare la produzione auto in Italia del 50 per cento (da 600mila a 900mila veicoli)”.
Non è passato inosservato agli occhi del ministro il “grande sacrificio” di Termini Imerese che “diventerà un polo industriale d’eccellenza”.
Per quanto riguarda il comparto motori, “… quello della Fma è uno stabilimento modello in cui i dipendenti hanno sempre dimostrato di lavorare bene e con grande professionalità”. Da questo presupposto secondo Scajola partirà un discorso più approfondito il 30 marzo presso la sede del ministero. “Mi impegnerò – ha assicurato – affinchè vi siano più incontri con la dirigenza Fiat per far cogliere loro la necessità di crescita dell’auto e dell’intero comparto motori”.
Parole di incoraggiamento anche per quanto riguarda lo stabilimento di Pomigliano d’Arco: “E’ una realtà che la Fiat intende far crescere. A dimostrazione di ciò il trasferimento della produzione Panda dall’Olanda al centro campano. Il governo è impegnato affinchè l’industria del mezzogiorno cresca, proprio per questo nei prossimi mesi, in particolare aprile e maggio, ci saranno più confronti con la Fiat incentrati sui singoli impianti industriali”. Non cambia di una virgola, poi, la decisione di Claudio Scajola rispetto agli incentivi statali al gruppo torinese: “Ho già detto che non ci saranno anche per ridare al mercato vita naturale e non drogarlo”.

Tante parole che tuttavia non hanno smaltito lo scetticismo dei sindacati che si sono detti palesemente delusi dall’esito dell’incontro.
“Troppo poco”, secondo il segretario della Cisl Mario Melchionna. “Non c’è una strategia in atto per Fma. Il governo non ha alcuna intenzione di costringere Fiat a restare in Italia”.
Stessa insoddisfazione da parte del segretario Uil Franco De Feo “… soprattutto perché non hanno fornito rassicurazioni sul mantenimento del livello di produzione. L’unica probabile certezza a questo punto è che il 30 al tavolo con i sindacati dovrebbe sedere anche Fiat nella persona di Marchionne”.
“Molto deluso” anche Vincenzo Petruzziello della Cgil: “Poiché non è stato assunto alcun impegno, la mobilitazione continuerà anche per obbligare il governo a fare chiarezza una buona volta. C’è nel governo una debolezza strutturale evidente poiché lo stesso ministro ci ha detto di non aspettarci grandi cose dall’incontro del 30 marzo”.
Costantino Vassiliadis dell’Ugl non nasconde la delusione dovuta alla mancata trattazione di ulteriori problematiche: “Mi aspettavo che oltre alla Fma si affrontasse anche il problema di tutto il comparto metalmeccanico a 360 gradi. Ma questo non è avvenuto. Solo numeri, dati e impegni evasivi”.