Avellino, neonato ucciso. Addio a Diego: angelo, prega per noi

Avellino, neonato ucciso. Addio a Diego: angelo, prega per noi

20 settembre 2019

di Andrea Fantucchio – Bara bianca e lacrime per salutare Diego Fasulo, il bimbo di quattro mesi ucciso a bastonate dopo che la madre lo aveva lanciato nel burrone, lungo la Telesina a Solopaca (Benevento). I funerali si sono tenuti oggi pomeriggio, 20 settembre 2019, ad Avellino nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Poche persone, una cerimonia molto intima. Ha partecipato la comunità sordomuta della quale facevano parte la madre e il padre del piccolo.

Alle 15.30 uno sparuto gruppo di persone si è riunito intorno alla chiesa. Noi cronisti siamo dall’altro lato della strada. Ma sembra che a dividerci ci siano chilometri. Nessuno ci dice di allontanarci. Certi sguardi, però, valgono più di mille parole. L’intimità violata, quella della famiglia e poi della comunità che è una seconda famiglia, la percepiamo dalle occhiate insistenti di continua a guardarci al di là della strada.

Il carro funebre, anticipato dal rombo di una motocicletta, arriva intorno alle 16. Il cofano si apre rivelando la piccola bara bianca. Qualcuno non trattiene le lacrime e un gemito. Delle braccia, con delicatezza, tirano fuori il piccolo feretro dall’auto. Sembra che non vogliano fargli male. Come se Diego, da un momento all’altro, scosso da quell’improvviso trambusto, possa aprire gli occhi e iniziare a piangere. O magari a ridere.

Una famiglia distrutta. Antonella che, dopo un gesto drammatico e inspiegabile, si è chiusa nel suo silenzio. Antonello, il padre del bambino, che è morto dentro quando gli hanno tolto Diego.

“Essere intorno a questo piccolo corpo è un dolore straziante. Un’occasione per riflettere, ma nessuno giudichi”. Le parole di Gianluca Manganelli, il parroco, sembrano rivolti proprio a Loredana. La famiglia della donna ha preferito non esserci. Vivere il proprio dolore in silenzio. Dopo che già troppe persone hanno fatto irruzione, attraverso la cronaca di un gesto inspiegabile, nelle loro vite. Vite che non saranno più le stesse.

“E’ difficile trovare un senso – conclude il parroco, mentre un’interprete dei segni riporta le sue parole – eppure proprio Gesù risorto può essere la chiave. Aiutarci a ricordare che dopo la morte c’è sempre una rinascita. Diego aiutarci a salvarci tutti. Prega per noi e per questo mondo che ha bisogno di essere salvato”.