Avellino – L’ultimatum dell’Udc. Parla Iannaccone

10 marzo 2006

Avellino – Le tensioni nell’Udc sono palesi. Il documento degli aut e aut e le dichiarazioni dell’on. Arturo Iannaccone sono la riprova di una fibrillazione che non andrà scemando così facilmente. Toni soft ma non troppo che non fanno intravedere nulla di buono se non una netta separazione dai vertici nazionali per scelte o meglio posizionamenti ritenuti estranei alla logica territoriale. Eppure qualcuno si domanda: Francesco Pionati non è l’espressione irpina? Anche questo dubbio viene fugato: “Non è stato indicato dalla Federazione di Via Fratelli Del Gaudio ma dai vertici nazionali” (e dunque non assorbente delle istanze territoriali) rei di essere ad oggi “latitanti”, “irrispettosi” ed “ostili” verso lo Scudo Crociato del gruppo di Arturo Iannaccone. E’ l’amara riflessione del segretario regionale e dei suoi fedelissimi che proprio ieri hanno redatto il documento delle condizioni. Fiumi di inchiostro che mettono a nudo tutte le difficoltà di convivenza con una direzione nazionale che ha messo in campo scelte “provocatorie” ed “offensive”. Palese è l’amarezza dell’on. Iannaccone che fa giungere il malcontento dell’Irpinia e non solo, a Roma. Con lui l’approfondimento di una missiva indirizzata al presidente della Camera Pier Ferdinando Casini, al segretario Lorenzo Cesa. Con lui domande e risposte.
“Sono grato a tutti gli amici dell’Udc di Avellino che mette in morra la segreteria nazionale rispetto alla lista della Camera e del Senato contraddicendo in maniera palese quanto era stato stabilito dalla direzione regionale e quanto era stato acquisito dalla direzione nazionale. Abbiamo contestato il metodo che non è rispettoso delle istanze del territorio. In Irpinia è solo un episodio perché il 70% del partito presente sul territorio campano è critico nei confronti delle scelte fatte. Ci troviamo in una realtà in fermento che attende spiegazioni dalla direzione nazionale che continua ad essere latitante”.
Ma l’Irpinia non è stata rappresentata dall’ottimo posizionamento di Pionati?
“E’ espressione della direzione nazionale. Come tale non assorbente delle istanze del territorio… Non possono essere penalizzate le decisioni effettuate dagli organi territoriali del partito. In assenza di un chiarimento non può svolgersi la campagna elettorale”.
Cosa significa? L’Udc non si spenderà per la ormai imminente competizione?
“Noi siamo impegnati. E’ evidente che in assenza di una modalità, la campagna elettorale non potrà essere efficace. Attendiamo un segnale dopo le scelte in solitudine. Noi non siamo rappresentati. Crediamo che ci siano ancora le condizioni per poter venire incontro alle istanze. Certo è che c’è un malessere diffuso per scelte non condivise”.
Insomma nulla è perduto, anche se è pur vero che l’altolà c’è stato: “L’intera Dirigenza Provinciale del partito e del Movimento Giovanile si autoconvoca in permanenza e prefigura scelte e decisioni dall’esito non prevedibile – si legge nel documento – in assenza di spiegazioni convincenti da parte delle segreterie nazionali”.

– IL DOCUMENTO – “Il Comitato provinciale dell’Udc di Avellino – si legge nella missiva – riunitosi d’urgenza unitamente ai candidati irpini al Parlamento, per esaminare la situazione venutasi a creare a seguito della presentazione della lista per il Senato in Campania e della lista per la Camera nella Circoscrizione Campania II valuta molto negativamente la conferma ostilità del Partito Nazionale verso l’Udc irpina, ancora una volta considerato esclusivamente quale serbatoio di voti e negando, di fatto, allo stesso ancora una volta una legittima e meritata rappresentanza parlamentare. Le scelte effettuate appaiono provocatorie ed offensive rispetto alla classe dirigente locale che in condizioni estremamenete difficili ha sempre garantito al Partito un consenso mai inferiore al 7%, quindi non meno rilevante di quello ottenuto nelle altre province campane, già adeguatamente rappresentate in Parlamento e/o in in Consiglio Regionale. Inoltre, l’esclusione delle posizioni di vertice dell’unico candidato irpino designato da questo Comitato a rappresentare il Partito, l’amico Arturo Iannaccone è avvenuta contraddicendo impegni assunti, e più volte solennemente confermati dai leader nazionali del Partito anche fino a poche ore fa, facendo venir meno la fiducia verso la classe dirigente nazionale che l’Udc irpino ha lealmente seguito e servito, spesso nelle trincee di una provincia difficile, da una dozzina d’anni. Di conseguenza, l’intera Dirigenza provinciale del Partito e del Movimento Giovanile si autoconvoca in permanenza e prefigura scelte e decisioni dall’esito non prevedibile in assenza di spiegazioni convincenti da parte della Segreteria Nazionale e di impegni concreti per riconoscere all’Udc irpina i giusti meriti per una militanza antica e coerente. Per dignità politica e personale pur messi a dura prova da una dirigenza che non ci merita, pure in assenza di motivazioni, sarà garantito sostegno al Partito per i nobili ideali di cui è portatore e nel quale ci sforzeremo di credere ancora, almeno fino a quando le condotte degli uomini non provvederanno ad offuscarlo del tutto. Il presente documento è approvato all’unanimità ed è immeditamente inviato al presidente della Camera on. Pier Ferdinando Casini, al Segretario Nazionale On. Lorenzo Cesa ed ai vice segretari Nazionali”.(Di Teresa Lombardo)