Avellino, la celebre psichiatra Signorelli al “Publio Virgilio Marone”

Avellino, la celebre psichiatra Signorelli al “Publio Virgilio Marone”

12 gennaio 2017

Domani, venerdì 13 gennaio 2017, alle ore 10.30, nell’Aula Magna della sede centrale del Liceo “Publio Virgilio Marone” di Avellino, la celebre psichiatra e femminista Assunta Signorelli, per dieci anni collaboratrice diretta di Franco Basaglia, incontrerà gli studenti delle classi IIIA, VA, IVC, VC del Liceo delle Scienze Umane per una conversazione sul tema del rapporto tra la dimensione femminile e il complesso mondo della psichiatria e della malattia mentale.

Nel corso dell’incontro, sarà presentato il libro “Praticare la differenza. Donne, psichiatria e potere”, di Assunta Signorelli, a cura di Dario Stefano dell’Aquila e Antonio Esposito, edizioni Ediesse, 2015.

L’incontro, introdotto dal Dirigente scolastico prof.ssa Paola Santulli, sarà moderato dalla giornalista Maria Fioretti di “Orticalab”, e il libro sarà illustrato e discusso dalle alunne del progetto “Inseguendo la Nave dei Folli”- programma “Scuolaviva”, che, a partire dalle ore 14, parteciperanno ad un seminario tematico con l’Autrice. Si tratterà di un momento molto importante per la scuola, che ospita per la seconda volta questa straordinaria testimone della rivoluzione basagliana, in un dialogo diretto, informale e intenso con le alunne e gli alunni del “Publio Virgilio Marone”.

Note sul libro e l’autrice
Assunta Signorelli – “Praticare la differenza. Donne, psichiatria e potere”
A distanza di quasi quarant’anni dalla legge 180, è un libro che raccoglie le riflessioni di una delle principali protagoniste dell’esperienza di Franco Basaglia.

Un percorso attraverso le scoperte e le pratiche innovative di Franco Basaglia, ma anche attraverso le delusioni, le sconfitte e le frustrazioni che si generarono a partire dalla grande rivoluzione psichiatrica avviata negli anni ’60 e poi culminata nel 1978 con l’approvazione della legge 180. Attraverso la memoria dell’esperienza concreta condotta accanto a Basaglia nel manicomio “San Giovanni” di Trieste, Assunta Signorelli rilegge quella svolta epocale ed esprime giudizi fortemente critici su ciò che di quella rivoluzione è rimasto nelle tendenze prevalenti in campo psichiatrico.

E lo fa dipanando le sue riflessioni attorno a un tema centrale: quello delle differenze di genere e del rapporto tra genere e psichiatria.
Franco Basaglia, insieme a operatori, medici, pazienti, famigliari, studiosi, educatori, intellettuali, cercava di costruire un’utopia della realtà, il superamento del manicomio, e con esso una nuova dimensione di socialità e di cura, una restituzione dei diritti di cittadinanza per quanti vivono la sofferenza psichica. Il sapere non è fatto per comprendere, ma per prendere posizione, diceva Michel Foucault.

Questo libro raccoglie la sintesi di un lavoro teorico e operativo lungo oltre quarant’anni nei servizi di salute mentale. Una costante riflessione sul proprio agire quotidiano di psichiatra di una donna che, a partire dall’esperienza triestina, ha messo alla prova il suo saper fare. Un sapere pratico e politico, consapevole che la salute di una persona con sofferenza psichica è una conquista della persona e non un dono dello psichiatra.
Il primo nucleo di articoli qui raccolti si apre con il confronto tra Franco Basaglia e Frantz Fanon.
Il secondo nucleo invece ha come centro di riflessione un aspetto incredibilmente trascurato tanto nella storia del movimento di critica psichiatrica che nella letteratura sulla organizzazione dei servizi di salute mentale: la differenza di genere e delle relazioni di potere che ne conseguono.

Nella lotta per l’abolizione dei manicomi, Assunta Signorelli, insieme a tante altre, si impegnò concretamente per il riconoscimento delle differenze di genere nelle diagnosi e nelle cure delle pazienti e dei pazienti. E proprio da qui discende il terzo nucleo del volume, con le riflessioni operative sulla convivenza tra genere e potere, sulla famiglia come luogo di violenza, sulla depressione, sulla omologazione, sulla relazione tra identità e potere, sul dolore e sulla sofferenza delle donne.

Assunta Signorelli, psichiatra, basagliana, femminista non pentita, ha partecipato alla chiusura del manicomio e alla costruzione della rete dei servizi territoriali di Trieste. Promotrice, con altre operatrici, dell’esperienza di Centro Donna – Salute Mentale di Trieste, direttrice poi del Dipartimento di Salute Mentale di Siena e successivamente chiamata in Calabria dall’Azienda Sanitaria di Paola. Ha diretto il Dipartimento di salute mentale di Trieste. È autrice di numerosi articoli su psichiatria e differenza di genere.
Ha scritto, tra l’altro, con Fabrizia Ramondino e Renate Siebert, “In direzione ostinata e contraria” (Tullio Pironti, 2008).