Avellino: il circo attenda in città, animalisti in protesta

Avellino: il circo attenda in città, animalisti in protesta

3 ottobre 2017

Domenica pomeriggio 4 ottobre 2017 si terrà una protesta contro lo sfruttamento degli animali nei circhi. La questione è stata sollevata dopo l’attendamento di un circo con animali, in questo caso il “Circo Orfei – Nones” nei pressi di Contrada Chiaira ad Avellino, dal 05/10/2017 al 16/10/2017. L’evento si svolgerà in concomitanza con la 15^ edizione della “Giornata degli Animali”, promossa dell’Ente Nazionale Protezione Animali. Nei tre giorni di protesta che scandiranno la permanenza del circo, i partecipanti si avvicenderanno nella distribuzione di volantini informativi al pubblico.

Gli organizzatori dell’evento pubblicato su Facebook non rappresentano alcuna associazione, ma un un gruppo indipendente di volontari per i diritti degli animali.

“Questo evento – dichiara Eduardo Quarta, il portavoce – ha una grande valenza etica. I partecipanti sono uniti prima di ogni altra cosa dalla volontà di liberare gli animali dalla schiavitù in cui li abbiamo ridotti. Non si dimentichi che per stravolgere l’istinto di un animale e fargli eseguire “esercizi” innaturali e addirittura pericolosi, è necessario ricorrere alla violenza fisica e psicologica, servendosi di spregevoli mezzi come la fame, la frusta e finanche il pungolo elettrico! Non c’è altro modo. Non meno crudele è la prigionia a vita; proviamo ad immedesimarci. Ingabbiati o incatenati, gli animali del circo impazziscono di tristezza, noia e disperazione. I segnali del loro malessere sono evidenti, basta saperli cogliere: in cattività sviluppano atteggiamenti ‘stereotipati’, come dondolarsi continuamente o girare su se stessi. Noi organizzatori della protesta pensiamo che non ci sia nulla di educativo in tutto questo e che, oltre ad essere un’ingiustizia nei confronti di animali innocenti, il circo sia un insegnamento pericoloso per tutti i bambini che vanno a vederlo. La maggior parte degli psicologi condivide le nostre ragioni: uno show basato sul comando e lo sfruttamento di animali inermi, insegna al bambino a ridere di situazioni che dovrebbero invece generare un profondo senso di ingiustizia e indignazione. Anche per questo non possiamo tollerare e condanniamo la scelta dello Stato Italiano di continuare a sovvenzionare i circhi che sfruttano gli animali con cifre elevatissime ricavate ogni anno dal Fondo Unico dello Spettacolo. Sia chiaro che l’unico circo che vogliamo sostenere è quello in cui solo le persone vengono ammirate per le loro capacità artistiche”.

Si, ma cosa farne degli animali del circo? La maggior parte di loro è già nata in cattività e non riuscirebbe a sopravvivere in natura. A questa domanda risponde ancora Eduardo Quarta: “In Italia ci sono ancora migliaia di animali prigionieri di circhi, zoo e affini. Non possiamo usare la “nascita in cattività” come giustificazione per dare un seguito allo sfruttamento degli animali in condizioni di tale sofferenza. Se è vero che gli animali nati in cattività non sono più in grado di vivere in natura, la nostra proposta è la seguente: vietare anche in Italia l’uso di animali negli spettacoli e affidare gli esemplari attualmente detenuti dai circhi presso centri di recupero specializzati, da cui, quando eventualmente sarà possibile, trasferirli nei grandi “santuari” dei loro paesi d’origine per continuare a vivere almeno in uno stato di semi-libertà”.

In breve sono queste le istanze degli attivisti che si stanno preparando ad accogliere l’Orfei Circus. Il loro portavoce riferisce anche di aver denunciato all’amministrazione comunale di Avellino altri sei comuni (Atripalda, Manocalzati, Montefredane, Pratola Serra, Mercogliano  e Monteforte Irpino), le affussioni abusive con cui sono state rivestite la S.S. 7 bis e le vie del centro urbano.

“Un cumulo di manifesti “fuori legge” che – denuncia Eduardo Quarta – degradano l’ambiente  e rappresentano un grave danno economico per gli stessi Comuni, i quali non percepiscono né il versamento delle tasse sulle pubbliche affissioni né la riscossione delle doverose sanzioni”.