Avellino – Fiore bacchetta il centrodestra “immaturo”

5 maggio 2005

Spaccature nel centrodestra. “Indice di una forte immaturità politica”, è così che Edoardo Fiore commenta la situazione di ‘empasse’ che investe la Cdl irpina, in particolar modo il partito di Forza Italia che continua a contraddistinguersi per la diatriba Gargani-Sibilia. “In proposito bisognerebbe fare appello ad un più alto senso di responsabilità: la dialettica interna fa sempre bene ad un partito ma bisogna convertirla, poi, in azioni esterne. Qualora ciò non avvenga non si fa onore alla politica e si viene meno al proprio dovere”. Un momento critico, dunque, ma non insormontabile. I risultati del centrodestra in Irpinia, infatti, rispecchierebbero una “bocciatura politica governativa dovuta per lo più a congiunture internazionali. Fattore che peraltro non pregiudica l’esito delle politiche del prossimo anno”. E’ nel dato globale, allora, che vanno cercate le ragioni della flessione. Un calo che piuttosto che unire sembra aver diviso i leader irpini, impegnati, a quanto pare, in un processo di ‘attribuzione di responsabilità’. Ma le motivazioni dei risultati elettorali affondano le proprie responsabilità anche nell’atteggiamento della ‘gestione locale’. “Il vero problema sta nel fatto che in Irpinia non riusciamo a renderci alternativi ad un sistema di potere che, seppur mascherato da una nuova veste, non può che definirsi ancora democristiano. Un sistema che incalza il territorio da circa 20 anni e rispetto al quale non riusciamo a rappresentare un diversivo. Non siamo riusciti a creare una classe dirigente, una leadership basata sulla condivisione, che riesca ad emergere ed a reagire ad un passato che si afferma in maniera sempre più pregnante. Per questo rivolgo il mio appello ai leader locali, D’Ercole, Gargani, Iannaccone, Sibilia… lo stesso Ortensio Zecchino. Dobbiamo emergere in maniera netta e costruire una leadership indiscussa del centrodestra”. Una, per concludere, la formula per superare la crisi, “quel buon senso che al momento sembra non esserci”. (di Manuela Di Pietro)