Avellino – Ex Cecchini, Cisl: “I lavoratori acquistino le quote”

9 marzo 2006

Avellino – Ex Cecchini: in casi estremi, estremi rimedi. Così la Cisl avanza la sua proposta di acquisto delle quote dell’azienda da parte dei lavoratori. Una posizione nata da un iter difficile che ancora oggi non giunge ad esatta definizione. “Nei sette anni di vita l’Asa ha allargato il servizio andando a ricoprire 43 comuni – chiarisce Michele Caso, responsabile settore industria – Una crescita notevole che ha fatto raggiungere un fatturato di circa 12 milioni di euro e che è determinata anche dall’accordo con la Fibe e con il Cdr. Quando la società viene costituita nasce il ‘peccato originale’, ossia la parte pubblica che detiene il 51 per cento della società non ha il controllo dell’azienda. Quello che si è determinato è sotto gli occhi di tutti: una società con un bilancio perennemente in rosso e quote di ristoro trasferite ai privati attraverso gli appalti. Grazie alla costante sollecitazione del sindacato forse oggi, a distanza di tempo, si sta concretizzando in seno all’Asa quella scelta strategica che mette in chiaro ruoli e pesi nella compagine societaria mettendo le basi affinché i profitti derivino dai dividendi di bilancio e non da trasferimenti di appalto. Considerato il ruolo strategico dell’Asa che opera in un settore pubblico fondamentale e preso atto del nuovo corso dell’azienda come sindacato siamo disponibili ad accettare le nuove sfide che ci verranno proposte e a svolgere un ruolo completamente innovativo. E attraverso questa proposta riteniamo di poter affermare che sono maturi i tempi per cui i lavoratori in settori strategici come quello dei rifiuti e non solo facciano un salto di qualità andando a riscrivere le regole che hanno caratterizzato la storia della democrazia economica della nostra provincia dando un ruolo completamente nuovo e partecipativo dei lavoratori ai processi economici ed aziendali”.