Avellino – Direzione infuocata. L’Udc verso l’autosospensione

9 marzo 2006

Avellino – L’Udc non ci sta. La Federazione irpina compatta dice no alla posizione assegnata all’on. Arturo Iannaccone. Un inaspettato sesto posto alla Camera dei Deputati giunto come un fulmine a ciel sereno, proprio il giorno della presentazione delle liste. Nella graduatoria di preferenza, solo nelle ore finali, il segretario regionale nonché consigliere provinciale di Palazzo Caracciolo scende di due posizioni alle spalle di Casini, Cesa, al terzo posto Zenzi, al quarto quota rosa, e al quinto Della Pietra. I rappresentanti irpini di Via Fratelli Del Gaudio sollevano alti gli scudi per un impegno riconosciuto ma non premiato. Allo sconcerto iniziale segue tensione e poi agitazione. Che è palpabile. Ieri sera ennesimo vertice blindato dal quale nulla o quasi riesce a trapelare se non l’intenzione ferma di cavalcare la battaglia dell’autosospensione. Una decisione che sembra venire fuori nella tarda serata del conclave tutto avellinese che vede toni concitati ed una presa di posizione dura. Gli irpini incrociano le braccia. Non faranno la campagna elettorale. Un vero e proprio terremoto in casa Udc scaturito dal non rispetto delle indicazioni venute fuori dalla direzione regionale. Nulla da eccepire per quanto riguarda la promozione del giornalista Rai in corsa per il Senato al numero 2, Francesco Pionati, ma la parola è parola. Il riconoscimento dell’impegno doveva essere premiato. Frasi che trovano d’accordo quanti avevano sperato nell’agognato quarto posto e che rimbombano negli ambienti della politica che conta. Insomma Iannaccone che pure ha espresso la sua opinione (“Per ora non mi sento in campagna elettorale”) non è solo. Così come non è solo nel condividere la delusione, il rammarico e forse fiumi di inchiostro per un go down inaspettato ed ‘immeritato’. (Di Teresa Lombardo)