Avellino – De Fazio ‘sconfessa’ Galasso

2 luglio 2005

AVELLINO – Se il primo cittadino di Piazza del Popolo ha presentato il ‘super’ bilancio dell’amministrazione comunale, alla presenza anche del governatore Antonio Bassolino, a guastare le feste, si fa per dire, ci pensa Antonio De Fazio. Veterano della politica, da un anno nelle vesti di oppositore, vuole vederci chiaro su un operato che sembra fare acqua da tutte le parti e che sembra non portare avanti alcun progetto, a meno che non si parli di “gestione di potere”. Frecce avvelenate che colpiscono subito il bersaglio entrando nel vivo della discussione. Il filo conduttore: cosa ha fatto il team Galasso nei 365 giorni trascorsi? “Nulla se non delibere di ordinaria amministrazione. L’unica, di una certa rilevanza, riguarda la Pianta Organica che è stata approvata, come da copione, grazie al voto favorevole e determinante dell’opposizione. Il sindaco si è vantato per avere progettato insieme alla sua squadra grandi opere. Io non ne ho notata una. Non si parla più di Villa Amendola, dei vigilini (si riferisce alla bagarre, sorta intorno al bando di concorso che avrebbe dovuto vedere l’assunzione di 60 ausiliari al traffico, ndr). Il bando, pare non sarà più fatto. E’ stata ripescata, ‘in compenso’ la Global Service che consente la designazione di altri Cda e l’assegnazione di posti di rilievo per gli esponenti politici, naturalmente”. Sul banco, le questioni irrisolte. Prime fra tutte: Mercatone (“si sarebbe trovata – disse il sindaco – entro 30 giorni la soluzione: invece siamo ancora in alto mare”) e tribunale. “Dopo aver ascoltato tutti i pareri sul futuro del palazzo di giustizia, si pensava, si fosse giunti ad una soluzione. Ho dovuto purtroppo constatare che c’è una certa opposizione nel ristrutturarlo e una propensione, invece, nel ricostruire un edificio ex novo. La seconda ipotesi – dice il vice presidente del consiglio – non dispiace, a patto che l’una non escluda l’altra. E’ fuori discussione, rinunciare ai fondi già stanziati. Faremo una riunione martedì e in quell’occasione come minoranza ribadiremo la nostra posizione. In più: vogliamo che l’edificio venga costruito su suolo pubblico non privato”.
Se qualcuno pensava che l’excursus fosse terminato, si è dovuto ricredere: “Avevano promesso il funzionamento dei minibus entro il primo luglio… ma di questo servizio neppure l’ombra. D’altro canto abbiamo notato l’approssimazione delle corsie d’emergenza. ‘Però’ – dice in maniera ironica – abbiamo avuto un piano traffico che ha dovuto fare dietro front; l’aumento delle tasse (l’Ici in particolare) necessarie per far fronte alle consulenze esterne di cui il Comune si è avvalso. Abbiamo prezzi non controllati: i vigili sono pochi – ‘si premura di comunicare la maggioranza’ – di conseguenza si limitano solo a fare multe agli automobilisti. Almeno così pare”. Un attacco frontale nel quale trova spazio la preoccupazione “per il funzionamento degli uffici: vedo il personale senza una guida”.
Ma la city manager?
“La sua presenza non ha introdotto alcun elemento di novità”. E poi… come se non bastasse: “L’Ispettorato del lavoro ha multato l’amministrazione per la mancata assunzione di soggetti appartenenti alle categorie protette: avrebbero dovuto far rientrare nell’organico 21 persone. Ad oggi ancora nulla di fatto. Forse si attende la tornata elettorale del 2006”. E ancora “ci troviamo di fronte ad una maggioranza poco interessata a discutere dei veri problemi della città, più incline invece a dibattere quando si parla di spartizione di potere. Almeno in questa circostanza, è compatta”. Il consigliere di Libera Città non risparmia proprio nessuno. “A confermare il tutto? La scarsa presenza di consiglieri e assessori nell’assise pubblica. Per vederli in aula, bisogna sperare che il senatore Mancino non abbia impegni”. Insomma uno sfogo anche per sottolineare come “sin dal primo Consiglio, l’appoggio della minoranza è stato necessario per procedere alla discussione dei lavori”. Affondi a raffica che non si ammorbidiscono “di fronte ad un’amministrazione prepotente”. (di Teresa Lombardo)