Avellino/ Continua il botta e risposta tra il presidente della Provincia e il fiorellino irpino

17 aprile 2005

È ancora alta la tensione tra la Margherita e il presidente della Provincia, Alberta De Simone. Ad aprire la ‘spaccatura’ l’inaugurazione della mostra ‘Vedute del Danubio’ che ha suggellato l’intesa tra Palazzo Caracciolo e l’Associazione Culturale Ungherese ‘Maria d’Ungheria Regina di Napoli’. Un evento importante, dal punto di vista dei rapporti istituzionali tra i due Paesi, anticipato da una conferenza di presentazione. Nessuno dei due appuntamenti ha visto, però, la partecipazione dei rappresentanti della Giunta provinciale. E il motivo sembrerebbe la mancata comunicazione dell’iniziativa da parte del numero uno di Palazzo Caracciolo. Immediata la replica della De Simone che ha, invece, sottolineato come in seduta di Giunta avesse illustrato il progetto ricevendo anche il beneplacito dell’assessore alla Cultura, Emilio Ruggiero. “Credo che alla base di tutto ci sia solo un grande malinteso – ha affermato – che deve essere risolto, anche perché mi dispiacerebbe se questo equivoco compromettesse il clima instaurato all’interno dell’amministrazione provinciale. Altrimenti la Margherita esca allo scoperto”. Nessun alibi… è quanto dichiarato dal capogruppo del fiorellino in Consiglio, Giuseppe De Mita. “Continuiamo a subire l’arroganza del presidente – precisa – Noi non vogliamo aprire nessuna crisi, stiamo solo ponendo all’attenzione dell’opinione pubblica un problema reale. Anche in questo caso la De Simone non ha ritenuto opportuno coinvolgere per vie istituzionalmente più consone l’Assemblea”. Dello stesso avviso gli altri esponenti della Margherita: Vincenzo Alaia, Giuseppe Di Milia, Emilio Ruggiero e Eugenio Salvatore. “Non vorremmo che il presidente continuasse a scambiare le sue funzioni istituzionali per una sorta di prerogative personali e privatistiche”. E accuse alla De Simone arrivano anche da Claudio Rossano e Antonio Bonaiuto di Forza Italia: “E’ davvero inquietante il silenzio dell’Amministrazione Provinciale di Avellino sulla questione della verifica delle cause di ineleggibilità o incompatibilità dell’Onorevole Alberta De Simone, Presidente della Giunta Provinciale di Avellino e del dottor Eugenio Salvatore, Assessore della stessa Giunta – si legge nella nota – A distanza di molti giorni dalle comunicazioni inviate ai suddetti amministratori ed inoltrate per conoscenza anche al Ministro dell’Interno, della Giustizia ed al Prefetto di Avellino, la Presidente De Simone e l’assessore Salvatore non dicono all’opinione pubblica se si siano dimessi dalla società Asse. La De Simone, inoltre, ancora non chiarisce il suo ruolo di Responsabile Unico del Contratto d’Area per le aree industriali della Provincia di Avellino. E ciò è tanto più grave nel momento in cui oscure nubi si addensano sul Contratto d’Area e sui finanziamenti percepiti da alcune imprese. Ed il Presidente del Consiglio Provinciale di Avellino che – in base a quanto disposto dal Testo Unico degli enti Locali – avrebbe dovuto convocare – proprio a tutela degli amministratori interessati – una specifica seduta di Consiglio, con la verifica delle cause di ineleggibilità e incompatibilità del Presidente della Giunta e dell’Assessore posta al primo punto dell’ordine del giorno, non provvede a quanto previsto per legge. Una situazione insomma non più tollerabile in una comunità rispettosa delle più elementari norme democratiche”.