Avellino – Consiglio: ennesimo flop. E’ crisi strisciante

23 dicembre 2005

Avellino – Tanto rumore per nulla. Il consiglio comunale con la sua maggioranza sembra non essere riuscito a portare avanti se non in prima battuta tutte le discussioni che si era prefisso. Non c’è stato il tempo di discutere del Pica, se non nella fase delle interrogazioni, né della Consulta dell’Ambiente, né del Puc che dovrà vedere la sua approvazione, pena il futuro della città capoluogo. Ad onor del vero, l’unica votazione che a parer nostro, dopo tanto parlare, merita un plauso è la delibera in memoria di Mimmo Bellizzi riguardo alla restituzione della vivibilità del Q9 per la quale l’assessore ai Lavori Pubblici si è battuto. E solo ieri il Q9 con l’assessore che sarà sempre nel cuore di quegli abitanti e non solo, ha trovato la votazione del riscatto. Per il resto, i lavori dell’Assise Pubblica appaiono sempre più caratterizzati da interventi, a nostro avviso fuori luogo o non condivisibili, da chiacchiericci e levate di scudi di qualche isolato consigliere che lasciano il tempo che trovano. Non manca chi attende, dopo aver risposto all’appello il momento più propizio per scambiare qualche parola per poi darsi alla fuga. La conseguenza è facile da trarre: mormorii dei più, o meglio della gente comune che vorrebbe vedere l’Organo sovrano avere restituita la sua immagine istituzionale. Due mesi interi in cui discussioni, polemiche, battibecchi tra i partiti, tavoli di incontri o scontro a seconda dei punti di vista, botta e risposta tra segretari cittadini che l’hanno fatta da padroni. Per giungere poi alla riunione di Consiglio senza avere in tasca la risoluzione di argomenti che vanno per la maggiore. Intanto la città, forse distratta dal consumismo dell’evento natalizio, non sembra aver posto la dovuta attenzione sulla strisciante crisi che ha investito in pieno Piazza del Popolo. Per ora, in attesa di tempi migliori tre consiglieri hanno cambiato casacca (De Lorenzo, Sbrescia e all’inizio dell’anno De Vito che da Libera Città passerà alla Margherita), altri hanno inscenato il ‘calcio mercato’, altri risultano assenti dal dibattito politico e consiliare, altri pur di dire qualcosa fanno monologhi. Per farla breve: “Io speriamo che me la cavo”. Un titolo che rende ‘umano’ il primo cittadino di Avellino, e allo stesso tempo ‘carica’ la telenovela del Comune di Piazza del Popolo di colpi di scena e di risvolti spesso irreali. (di Teresa Lombardo)


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