Avellino – ‘Concorso di idee’: Petruzzo diffida il Comune

13 maggio 2008

Avellino – L’architetto Pasquale Petruzzo ha inoltrato questa mattina una diffida al Comune di Avellino in merito al “Concorso di idee per la riqualificazione urbana di piazza Duomo, via Seminario e dell’area archeologica ex seminario vescovile”.
Con bando del Comune del 29-05-2007 venne indetto il concorso di idee per la riqualificazione urbana di Piazza Duomo, di via Seminario e dell’area archeologica ex seminario vescovile. La procedura prevista è stata quella di tipo aperto, ossia la Commissione giudicatrice doveva procedere all’esame ed alla valutazione delle proposte ideative pervenute da parte dei tecnici partecipanti, individuandone la migliore. Ai primi tre gruppi classificatosi, sempre secondo quanto stabilito dal bando, sarebbero stati assegnati dei premi in danaro, nello specifico al primo classificatosi la somma di 30mila euro, al secondo 10mila euro ed al terzo la somma di 5mila. Ai successivi cinque sarebbe stata fatta una speciale menzione. Secondo l’art. 14 non sarebbero stati ammessi ex aequo.
“Inspiegabilmente, invece – spiega Petruzzo, uno dei partecipanti al concorso – con determina dirigenziale del 8 aprile 2008, pubblicata all’albo pretorio il 17 aprile, è stata approvata la graduatoria definitiva, pubblicata successivamente sul sito internet del Comune di Avellino, da dove risulta che due gruppi occupano la prima posizione, e addirittura tre gruppi occupano la seconda posizione. Nessun gruppo risulta occupare la terza posizione, riconoscendo ai successivi classificati solo la menzione. Tale criterio di formazione della graduatoria da parte della Commissione giudicatrice risulta del tutto illegittimo, oltre che illogico, arbitrario e dispendioso visto che non individua un progetto vincitore e quindi un progetto da poter realizzare. Ci si chiede, a questo punto, come sia stato possibile che dei gruppi abbiano raggiunto proprio l’identico punteggio dal momento che il bando, prevedendo la non ammissibilità di classificazione con identico punteggio, imponeva alla Commissione giudicatrice di far sì che ai concorrenti fossero assegnati punteggi differenti? A ciò deve aggiungersi che il bando aveva previsto l’onere per il Comune di pubblicare la graduatoria entro il termine di 10 giorni dalla conclusione dei lavori della Commissione giudicatrice. Ma la graduatoria è stata pubblicata solo il 17 aprile, ben 6 mesi dopo! Il lungo lasso di tempo trascorso, dunque, fa sorgere non pochi dubbi sulla trasparenza e sulla serenità della procedura seguita.
Pertanto si chiede agli uffici competenti di avviare il procedimento di annullamento d’ufficio della determina di approvazione della graduatoria, il rispetto delle procedure previste e che infine venga realizzata una mostra di tutti i progetti partecipanti”.


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