Avellino – Città Ospedaliera: l’inaugurazione con Montemarano e…

25 giugno 2005

Avellino – Ore 12.30: Antonio Bassolino, Angelo Montemarano, Luigi Giordano, Giuseppe Galasso, Michele De Nisco, Enzo De Luca e Enzo Castaldo nella ‘discussa’ città ospedaliera per inaugurare il primo lotto. Tra gli altri: Nicola Mancino, Antonio Maccanico, Mario Sena, Luigi Anzalone, Roberto Ziccardi, Carmela Rega. “Quello che vedete – esordisce il direttore generale del Moscati Giordano – realizzato è solo il 10 per cento. Mancano ancora 11 padiglioni, il servizio di radiologia di 3 mila metri quadrati, un bunker per la radioterapia, una struttura di 2 mila metri quadrati per l’accettazione e il pronto soccorso…”. E sottolinea per la seconda volta (la prima per replicare alle accuse del consigliere Franco D’Ercole) “abbiamo dovuto affrettare il trasferimento per l’emergenza del Capone. Era l’unico percorso possibile”. Ad ogni modo in 36 mesi dovrebbe essere completata l’opera. “All’assessore Montemarano non chiediamo benevolenza né favoritismi ma rispetto per quello che siamo”. Una struttura che metta fine ai viaggi della speranza. Che ospiti i pazienti di tutta la Regione e non solo. Un primo risultato è stato già raggiunto. Ma non basta. “Abbiamo in itinere l’approvazione del piano regionale”, sottolinea Enzo De Luca. “C’è ancora – continua l’assessore regionale alla Sanità Angelo Montemarano – da investire un miliardo di euro nella sanità campana”. Un’opera, la città ospedaliera “frutto di una continuità che c’è stata”, dichiara Antonio Bassolino. “Sono abituato a guardare anche le cose che funzionano. E questa struttura può e deve diventare un riferimento regionale. Siamo qui per completarla. Per avere maggiori professionalità e attrezzature. Per ridurre la mobilità extraregionale. Si può diminuire nella misura in cui sul territorio ci sono le strutture di eccellenza che ci consentono di attrarre qui, i cittadini di altre regioni italiane. Dobbiamo abituarci ad avere una bella concezione dello sviluppo e della qualità dei servizi, sapere dare risposte. Vogliamo farlo approvando il Piano Ospedaliero nella prima parte di questa legislatura. Il tutto grazie ai rapporti tra maggioranza ed opposizione che devono mettere in primo piano gli interessi dei cittadini. Un grande ospedale è una grande comunità. Più un ospedale è comunità più sa essere al servizio dei cittadini”. (di Teresa Lombardo)